Nel coworking space

Pubblicato il 20 marzo 2018 da antonella landi

Io non c’ero mai entrata, prima di stamani.
Sono spazi al chiuso composti di più stanze, nelle quali soggetti anche del tutto estranei e sconosciuti tra di loro vanno a lavorare.
Si chiamano coworking space.
Il primo spazio di coworking propriamente detto nacque a San Francisco nel 2005 ad opera di Brad Neuberg.
In Italia invece il fenomeno è arrivato tra il 2008 e il 2010 e si è sviluppato seguendo tre strade: il coworking ibrido, il coworking importato, il coworking nativo, tipologie che non starò a spiegare perché non è ciò che m’interessa dire.
M’interessa dire invece che, appunto, stamani io e CoAutrice siamo entrate nel coworking space di via Porcellana, dove ci aspettava Redattore. E niente, finita la riunione e pianificati i mesi di lavoro da qui al 2021 (argh), abbiamo sguainato fuori da un sacchetto una schiacciata alla fiorentina preparata ieri sera a veglia, per offrirla anche agli altri casual workers. Ma loro (antepatici puzzoni stakanovisti e per nulla goderecci) non l’hanno voluta, così mezza s’è fatta fuori noi tre e l’altra mezza l’ha portata in casa editrice Redattore, mentre noi (sempre per non farci mancare nulla) s’andava a pranzo da Il Contadino.

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