Arno Beach

Pubblicato il 21 marzo 2018 da antonella landi

Sono mesi che, quando usciamo dal bosco delle Cascine per costeggiare l’Arno, i cani ci mollano e partono a tutto fòco per i fatti loro. Noi restiamo lungo la passeggiata risanata di recente, uno splendido, ampio camminatoio coperto di un infinito tappeto d’erba in mezzo a cui stanno spuntando margherite, occhi della madonna e piscialletto. Loro invece si buttano a capofitto giù per la scarpata e spariscono tra le canne. Impossibile vederli, inutile sgolarsi per chiamarli, fanno finta di non sentire e tornano quando gli pare, inzaccherati, melmosi, sudici e fradici da mani nei capelli.
“Ma dove cazzo siete stati, si può sapere sì o no?” gli urliamo sopra i musi quando si ripresentano come se non se ne fossero mai andati. Loro ci guardano (“perché, che abbiamo fatto di male?!”), si guardano (“pronti?”) e ripartono a rotta di collo (“via!!!”), in un andirivieni sempiterno che ci lascia con il cuore in gola e la certezza che un giorno li vedremo tutti ad annaspare in mezzo all’acqua, trascinati via dalla corrente di un fiume sempre gonfio (“in quel caso che sia chiaro -annuncio a tutto il gruppo- io mi butto a costo di arrivare a nuoto a Pisa”).

Oggi però abbiamo deciso di fregarli.
Come sono spariti giù per la discesa, noi via dietro a corsa, zitti zitti e un poco gobbi tra le frasche per non farci scorgere. E abbiamo scoperto cosa vanno a fare.

Hanno una spiaggia privata, uno stabilimento balneare personale arredato di tutto punto (oltre al canneto che li cela agli umani, piante acquatiche, residui naturali, tronchi spezzati portati a riva dalla piena, reperti di spazzatura variopinta, diverse merde) e lì giocano a rincorrersi, infilano nell’Arno ad altezza pancia, stanano le nutrie, molestano i germani, giocano a un-due-tre-stella, a l’ultimo-puzza e a nascondino, improvvisano tornei di achei contro troiani, giacciono distesi al sole di questa primavera stramba, fanno svolazzare al vento le padelle auricolari.
“Ah-ah! Beccati, brutti lazzaroni fuggitivi infidi traditori! Dunque è qui che vi rintanate di nascosto!”
Scoperti e ammusoniti, sono rientrati sul pratone e non si sono mossi più.

(Nella foto, scorcio dell’Arno Beach con bagnanti.)

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