Cene da cani

Pubblicato il 31 marzo 2018 da antonella landi

Il gruppo cascinaro dei canai, selezionatosi e cementificatosi nei mesi, a questo punto può dirsi a tutti gli effetti un gruppo di amici. Amici vari a partire dall’età (si va dai venticinque agli ottantadue), dai titoli di studio (quinta elementare-laurea universitaria), dalle professioni (pensionati-addetti alle pulizie-commesse-impiegate-infermiere-insegnanti), dallo stato civile (sposati-separati-fidanzati-single), fino agli orientamenti sessuali (etero-omo-bi), in un’apertura mentale che fa del nostro microcosmo erboso-arboreo-fluviale un modello auspicabilmente ripetibile in una società ideale. Perno del gruppo nonché motore immobile, l’uomo dello chalet, nostro barista di fiducia, tappa obbligata e piacevole per rifocillarsi prima e dopo ogni passeggiata.
L’abitudine a vedersi tutti i giorni porta alla condivisione di momenti significativi della vita di ciascuno, così abbiamo preso a uscire insieme anche la sera, qualora se ne prospetti l’occasione adatta. I compleanni, per esempio. O la partenza di qualcuno. Il beagle Ares e la sua mamma umana ci lasceranno per sempre martedì prossimo per andare a vivere a Fuerteventura, un’isola subtropicale delle Canarie nell’Oceano Atlantico.
A differenza delle altre cene, quella di iersera è stata piena di malinconia per tutti noi.

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