Deviazioni pasquali

Pubblicato il 2 aprile 2018 da antonella landi

La meta (se ci fosse bisogno di dirlo) era Livorno. Ma la partenza è stata tarda, l’energia quella tipica del giorno di festa, eccessivamente rilassata, la predisposizione ad affrontare la prima coda della stagione buona sulla Fi-Pi-Li assolutamente nulla.
“Sai che si fa? Usciamo alla prossima.”
“La prossima?!”
“Sì, San Miniato, Valdarno Inferiore.”
“Ma è in provincia di Pisa!”
“Hai ragione. Però è bellino. Ci sei mai stata?”
Io no, non c’ero stata mai. E un poco mi vergogno, ma non conoscevo niente di tutto quello che c’è in quel borgo medievale dove passò Francesco d’Assisi, dove Federico II di Svevia eresse una delle sue tante rocche per farvi risiedere il vicario per la Toscana, dove per qualche mese insegnò Giosuè Carducci e dove andò perfino Napoleone Bonaparte per farsi rilasciare un documento che gli serviva ad attestare la nobiltà della propria famiglia.
E poi è terra di tartufi!
“Per me un risotto ai gamberoni con scaglie di tartufo bianco. E anche una fetta della vostra celebre torta all’anice.”
Nel 1622 San Miniato ottenne la cattedra vescovile e quindi la diocesi: per questo oggi ci sono più chiese che credenti. Davanti al Duomo due donnine ci regalano due uova sode appena benedette: “Son freschissime, di ieri!”.
Dall’alto, un panorama e un vento che toglievano il respiro; in lontananza, e con un po’ d’immaginazione, Livorno.

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