Mi raccomando

Pubblicato il 15 aprile 2018 da antonella landi

“Allora. La mattina ti alzi e ti sistemi. Colazione, doccia, vestizione. Poi vai a svegliare lui. Lui dorme finché non vai a svegliarlo. Sveglialo dolcemente, con la voce in falsetto e tantissime carezze. Se gli sbaciucchi la panciottina e gli strimbelli un po’ il pisellone a lui fa piacere. Vedrai che tira un sacco di sbadigli, tutti sonori, molto umani. Tu lodalo e gratificalo ogni volta che ne fa uno. Sussurragli all’orecchio la parola PAPPA, con espressione felice, densa di aspettative. Lui riconosce la parola, ma anche il tono lo aiuta. Quando deciderà che è l’ora giusta, darà segno di voler scendere dal letto (ti lascio anche la sua cuccia, ma tu la notte lo farai dormire insieme a te, sotto le coperte, incastrato alle tue gambe, a volte ti metterà il culone tondo sopra il viso e ti sveglierai con le sue palle sopra gli occhi, vedrai come sarà bello): prendilo in braccio e scendilo tu, è abituato così. Mentre ce l’hai in braccio, digli tantissime volte ma che cane bello, che cane bellissimo, a lui piace.
Nel frattempo gli avrai preparato la pappa nelle dosi che ti ho indicato. Non sgarrare. Quando torno voglio ritrovarlo magro agile e scattante come adesso, non il botolo in cui mi hai trasformato Mimmo. Acqua sempre fresca nella ciotola. Finita la pappa, portalo fuori per la pipi e la popo. Mentre siete fuori, ripetigli le parole PIPI, POPO (in alternativa CACCA e PISCINA), lui capisce tutto, ha un vocabolario già piuttosto ricco. Raccogli sempre gli escrementi, ti lascio qui tre cilindretti con i sacchettini colorati. Quindi riportalo su in casa e vai pure al lavoro. Uscendo, ricordati di non dirgli MAI, per nessun motivo al mondo, CIAO, oppure IO VADO VIA, ASPETTAMI QUI; vai via e basta, magari uno sguardo dolce, una carezza sul testone, ma nessuna parola di commiato. Per lui CIAO significa soltanto: se non vieni anche tu io mi levo dalle palle e ti abbandono, e questo vale solo quando al parco fa i capricci perché non vuol tornare a casa.
A pranzo hai detto che, anziché mangiare in mensa, tornerai a casa e mangerete insieme. Lui mangia solo due volte al giorno, mattina e sera, ma a pranzo è abituato a qualche bocconcino. La pasta che sia solo integrale e di ottima qualità, la Garofalo va bene. Di formaggi solo il parmigiano, qualche scaglietta. Niente mozzarelle, stracchini o formaggi molli in generale. Per tornare al lavoro, segui le regole della mattina.
Quando uscirai, il pomeriggio alle 17, inizierà il divertimento vero, sentirai uno struggimento forte, una smania di vederlo che ti spingerà a precipitarti in fretta per la strada: corri a casa, salutalo festoso, infilagli la pettorina e portalo nei posti più belli del circondario. Sappi che gli amici delle Cascine ti aspettano, ho dato a tutti il numero del tuo cellulare, ti chiameranno, ed ecco qui i loro, potrai chiamarli in caso di qualsiasi necessità e loro correranno. Poiché tu hai solo due moto, ti lascio anche la mia auto affinché possiate spostarvi in coppia e andare anche fuori città. La passeggiata di Pian del Mugnone per esempio a lui piace moltissimo e tu potrai fare un’ottima merenda al bar in piazzetta. Durante le passeggiate, massima attenzione: siamo nel mese delle processionarie, quei bachi rivoltanti e pelosi velenosissimi per i cani: alle Cascine per esempio tieniti lontano dalla fontanella dell’anfiteatro dove ne sono già state avvistate alcune. Fai attenzione anche ai forasacchi: ancora non sono secchi, ma non si sa mai. Controlla sempre naso e orecchie, puliscigli il pelo con acqua calda e aceto nelle proporzioni che ti ho scritto, asciugalo bene ché non prenda il cimurro.
La sera cenerete insieme e poi, dopo l’ultima passeggiata, arriverà il momento topico del giorno: infilare sotto le coperte insieme a lui, per un abbraccio lungo una notte intera. Avrai cinque notti di questo godimento. Quando tornerò e dovrai smettere, lo so già, sarai disperato.
Ogni sera, quando sarò in albergo, ci faremo una videochiamata nella quale tu dovrai dimostrarmi che lui non solo è vivo, ma gode di ottima salute. Spero che, avendo insistito perché non lo lasciassi ai dog-sitter-gay ma a te, tu sia consapevole e felice di questo privilegio. Riattaccato il telefono con te, videochiamerò mio padre per fare la stessa cosa con Mimmo, suo ospite per la settimana. Certo, sarebbe stato meglio per te avere in casa sia il cane che il gatto, ma Mimmo è gelosissimo e Bobi ne è terrorizzato.
Bene, mi sembra di averti detto tutto. Hai dei dubbi? E’ tutto chiaro?”

Lui ascolta muto fino all’ultima parola, quindi dice ora levati dal cazzo, vai a Berlino, e lasciaci fare le cose da maschi in santa pace.

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