Il permaloso

Pubblicato il 21 maggio 2018 da antonella landi

In tanti mi scrivono reclamando per il fatto che non ho narrato come sono andate le cose con Bobi al ritorno dalla gita a Berlino. Sono andate male.
Alla fine di un conto alla rovescia per me devastante e inebriante insieme, hanno suonato alla porta.
“VENITE!!!” ho urlato dal citofono pazza di felicità, e mi sono piazzata sul pianerottolo ad attendere l’arrivo dell’ascensore. Sudavo, dalla gioia e dall’emozione, ma anche dalla paura che il mio cane -che so- stentasse a riconoscermi. Invece mi ha riconosciuta, eccome. Ma nel frattempo me l’aveva giurata a morte, per cui si è comportato così.
La porta dell’ascensore si è aperta e lui non è uscito. E’ rimasto sulla soglia, la fronte tutt’una grinza, la bocca più ciondoloni del solito, e uno sguardo incancrenito.
“BOBI! BOBINO MIO!” ho preso a uggiolare. Per agevolare la sua corsa tra le mie braccia mi sono acquattata a terra, spalmandomi sul marmo gelido come il suo cuore. Mi ha studiata ancora per qualche secondo, guardandomi come si guarda una che ci sta sul cazzo abbestia, infine è uscito.
Il passo lento e titubante, come se camminasse sull’ova. La testa lievemente in tralice, com’a dire non ti voglio nemmen degnare di un’occhiata. Ha circumnavigato il mio corpo prostrato a terra ed è entrato in casa. Una breve ricognizione, la ciotola dell’acqua, la scodella della pappa, la cuccia personalizzata, il tappeto, il divano, il letto, ok, c’è tutto, ma sai, alla fine stavo bene anche dove mi hai lasciato per una settimana, in fondo non mi è mancato nulla, un attico con ampio terrazzo al quarto piano in zona Cure, e un uomo che mi ha fatto da servo mentre tu te la spassavi chissà dove.
“Bobi! Ma non vieni dalla mamma?”
Mah, io ho sempre sentito dire che le mamme stanno a casa con i loro figli e non vanno a giro per l’Europa.
“Bobi! Non ti sono mancata?!”
Bah, i primi giorni sì, ma poi me ne sono anche fatto una ragione e, che dire?, stavo bene anche con il babbo.
“IL BABBO?!”
Sì, il babbo, perché?
“Non scherzare e vieni subito dalla tua mamma!”
Fammici pensare.

Ci ha pensato per due giorni.
Un muso lungo che nemmeno.
Poi ha ceduto ed è tornato nel lettone insieme a me a ciucciarmi tutta.
Adesso mi ama (se possibile) ancora più di prima. Perché ha capito che niente si dà per scontato.

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