Basta rosso!

Pubblicato il 1 giugno 2018 da antonella landi

A volte le scuole decidono di unirsi e danno vita a qualcosa che dirompe. S’intitola “Basta rosso” l’evento poliartistico nato da un’idea del Dirigente scolastico Ludovico Arte e messo in piedi da quattro istituti superiori fiorentini (il Liceo Artistico di Porta Romana e Sesto Fiorentino, il Liceo Scientifico Gramsci, L’Isis Leonardo da Vinci e l’Itt Marco Polo) e dedicato a un unico tema, quello dell’amore malato, del senso del possesso, della gelosia morbosa, distorsioni deviate del sentimento più bello, che purtroppo quasi quotidianamente portano alla solita parola: femminicidio. Quante volte la cronaca può graziarci da notizie di questo tipo? Poche. Pochissime. E allora il titolo di questa performance a tante mani suona come un urlo stanco, basta rosso, troppo sangue è stato versato, basta rosso, non ne possiamo più, basta rosso, qualcosa deve cambiare.
“Ma soprattutto –ci spiega Silvia Palmerani, docente di Laboratorio e Costume dell’indirizzo Moda del Liceo Artistico di Porta Romana – questa volta vogliamo guardare, analizzare e denunciare il terribile fenomeno del femminicidio non con gli occhi del cittadino, ma con gli occhi dell’artista”. Ed ecco la scelta: Artemisia Gentileschi, la pittrice secentesca violentata dallo stesso uomo che suo padre le aveva messo accanto perché le insegnasse a dipingere, la donna che affrontò un processo durante il quale dovette combattere (e farsi umiliare) per riuscire a dimostrare che proprio di violenza si era trattato.
“Artemisia, nella sua tragedia, fu fortunata –dice Chiara Ceruti, studentessa della 4C Moda dell’Artistico, la classe che va interamente in scena per questa occasione- poté curarsi con l’arte, poté usare i colori (prima tanto, tantissimo rosso, poi man mano che guariva affiancandolo anche ad altre scelte cromatiche) per dare voce all’orrore subìto, e grazie a questo processo riuscì a salvarsi dalla disperazione.”
C’è un lavoro immenso dietro questa performance, un lavoro che ha riunito i talenti di tutti gli indirizzi della scuola, da Pittura che ha curato la realizzazione delle tele, alle Arti Grafiche che hanno realizzato il volantino, dall’Oreficeria che ha fatto il pugnale, all’Arredamento che ha creato gli oggetti di scena, dalla Grafica Pubblicitaria che ha prodotto il manifesto, alla Moda che ha pensato agli abiti, agli accessori e alla scenografia, il dipartimento di Scultura che ha realizzato la testa di Oloferne, per finire con il Multimediale Audiovisivo che curerà la proiezione di un video nell’Aula Magna del Liceo. E molti docenti hanno dato la loro massima disponibilità affinché ogni materia potesse contribuire, le professoresse Giuseppina Gruppillo (Moda), Anna Maria Pedace (Lettere), Claudia Urbanelli (Storia dell’Arte), Francesca Sandroni (Laboratorio Multimediale), addirittura un docente in pensione dall’anno scorso che però, a titolo del tutto gratuito, è rientrato in classe per curare la sceneggiatura del testo, Maurizio Novigno (Lettere).
“Abbiamo lavorato al progetto da dicembre a giugno –aggiunge Silvia Palmerani- dividendoci in gruppi e dando vita a ben quattro Artemisie, che rivelassero le molte sfaccettature psicologiche di una personalità femminile tanto intensa. Adesso con le ragazze e l’unico ragazzo della classe (Zoe Ballerini, Lorena Calusi, Chiara Ceruti, Ichchha Chenet, Margherita Chiarini, Virginia Fabeni, Ilaria Federico, Francesca Filippini, Martina Ferruzza, Alessia Gargaro, Tecla Merciai, Michela Pandolfi, Martina Paradisi, Alessia Romoli, Marta Romano, Brayan Soriben, Carlotta Vetralla e Qian Yu) non vediamo l’ora di andare in scena e di condividere questo messaggio con le altre tre scuole coinvolte.”
L’Isis Leonardo da Vinci proporrà “T’amo da morire, tuo Otello”, con la collaborazione dei docenti Laura Croce e Maria Teresa Garro; il Liceo Scientifico Gramsci porterà un lavoro di improvvisazione teatrale dal titolo “La sQuola… una sfida” a cura di Erika Cardeti; l’Itt Marco Polo presenterà due lavori (“Perché io ho il petto bianco, docile, inoffensivo, dev’essere che tante frecce che vanno nell’aria vagando prendono la sua direzione e lì si piantano” e “Tragedia (in)utile_dimostrazione di lavoro”, ideazione e cura di Antonio Perrone, collaborazione di Serena Politi).
E allora, l’appuntamento è negli incantevoli locali dell’Artistico di Porta Romana, situati nel Parco della Pace confinante col Giardino di Boboli, lunedì pomeriggio dalle ore 18 in poi, con una reiterazione degli spettacoli nei vari luoghi della scuola.

(cronaca fiorentina del Corriere della Sera)

Comments are closed.