Buon compleanno

Pubblicato il 24 giugno 2018 da antonella landi

Va bene che gli auguri è importante non farli mai prima, però 14 giorni dopo pare troppo pure a me.
Ma sono qui per farteli, amore mio.
E’ passato un anno da quando sei venuto al mondo insieme ai tuoi fratelli Ulisse e Uncino e alla tua sorella Ursula. Sei nato in una villa in via dei Ceci, a Cecina (viva l’originalità). A guardarti uscire dall’antro buio e umido che vi custodiva tutti c’erano Ilaria e Delia Bichisecchi, proprietarie dell’allevamento più atipico che io abbia mai visto. Una cucciolata alla volta e tra una cucciolata e l’altra tanti mesi d’intervallo affinché ci sia sempre modo di tirare su i piccini appena nati, accudirli e accompagnarli al giorno dell’addio, che per loro è sempre un giorno di dolore. Osservarli sgambettare nella quiete di un giardino immenso e ben curato, individuare il carattere di ognuno, le peculiarità comportamentali che subito si manifestano, Uncino insolente e indemoniato, Ulisse introverso e solitario, Ursula paciocca e accomodante, e infine tu, dolcissimo e appiccicoso, attratto dagli umani più che dai propri simili, adorante e contemplativo nei tuoi malinconici sospiri e nella tua attesa quotidiana che a portarti via giungesse la persona perfetta per te.
Cioè io.
Io sono arrivata da te sessanta giorni esatti dopo, quasi per caso, una ricerca in rete e una telefonata, la richiesta di una femmina bicolore (per rivederci Vanda) e la risposta: solo maschi tricolori. Sono venuta lo stesso a vederti, per curiosità, e tu sei stato il primo a venirmi tra le braccia e l’unico che, dopo la prima di tre visite, sei rimasto col muso schiacciato contro il cancelletto a uggiolare perché già ti mancavo da morire.
Quando penso che ho titubato nella scelta, che quasi quasi avrei portato via Uncino anziché te perché la Delia mi diceva “è un mascalzone”, che stavo per perdere il regalo più bello della vita, quasi non ci credo. Eri tu quello perfetto per me. Tu e i tuoi occhi languidi, le tue labbra pendule, la tua pelle in esubero, i tuoi pois nella pancia, il tuo culo rotondo, la tua coda a antenna, le tue zampe a gatto, la tua voce roca, tu e nessun altro, con la tua personalità che s’incastra con la mia, sociale e selettivo, affettuoso e schivo, iperattivo e pigro, all’unisono con me.
Da quando ci sei tu, io non sono mai triste, non sono mai sola, non sono mai pentita, amareggiata, inquieta, delusa, irata. Da quando ci sei tu, io sorrido sempre. Dalla mattina quando apro gli occhi e ti vedo appiccicato a me in pose improbabili e immorali, alla sera quando li richiudo scaldata dal calore del tuo corpo che si cuce con il mio. Da quando ci sei tu, io sono sempre felice di tornare a casa e di vederti, sfamarti, parlarti, accarezzarti, metterti la pettorina e uscire nei prati e nei boschi, lungo le spiagge e per le strade del mondo.
Solo un anno, ma già un baule di ricordi insieme a te, e tante gente che non avrei mai conosciuto se non ci fossi stato tu, e mille avventure attraversate insieme, e tantissime fotografie che mi s’è intasata la memoria dell’iphone.
Come passa svelto il tempo della vita quando si è felici, vero Ubaldo?
Auguri, Bobi.

(Nella foto, Bobi la prima volta che lo vidi)

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