Se ci fosse stata lei

Pubblicato il 10 luglio 2018 da antonella landi

Oggi sono tre anni che la mamma non c’è più.
In chiesa non ci vado mai, però stamani m’è presa così, sono scesa dall’autobus e mi sono trovata davanti quel portone spalancato. Ho messo il capino dentro, l’odore dell’incenso mi ha fottuta e sono entrata. Sono rimasta in fondo, appoggiata all’ultima panca, era prestissimo, non c’era nessuno. Il silenzio delle chiese taglia fuori il mondo e ti ovatta, ti protegge, e un po’ ti frega. Non mi veniva una preghiera, non mi riusciva mettere insieme un pensiero, me ne stavo lì così, passiva e ricettiva, in ascolto del niente.
Ma ecco, da un lato dell’altare, venirmi incontro un uomo. Cencioso, spettinato, con gli abiti che gli piangevano addosso, evidentemente sudicio e trascurato. Si è fermato alla mia altezza, ma non vicino a me, discosto, accanto a una colonna. Lo controllavo con la coda dell’occhio. Un leggero sciabordio ha rivelato che stava armeggiando all’acquasantiera. Ho voltato leggermente la testa e l’ho guardato.
Prima s’è lavato le mani. Poi già che c’era s’è dato una sciacquata al viso, alle cispe degli occhi, alle ragnatele delle orecchie. Una scena surreale, fantastica, che avrei voluto durasse ancora e ancora e ancora.
Invece quell’antipatico del sagrestano lo ha visto, lo ha raggiunto e lo ha cacciato.

Se ci fosse stata la mamma, dalle risate avrebbe cacciato anche noi due.

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