Regalo di promozione

Pubblicato il 13 luglio 2018 da antonella landi

Il Frenky ha gloriosamente finito le scuole elementari: con tantissimi 9, un 8 (a Storia) e un 10 (a Inglese) in saccoccia si prepara mentalmente ad iniziare le medie.
Quando il Rondine gli ha chiesto cosa avrebbe desiderato per festeggiare la bella pagella, lui ha risposto senza indugio: una cena al japan.
Il mio nipotino adora il sushi e conosce a memoria l’intero menu dei suo ristorante preferito, il Sakura di Montevarchi.
La zia ha deciso di fargli una sorpresa.

“Giovedì io e Bobi veniamo a prenderti e ti portiamo in un certo posticino.”
Delicato com’è, il Frenky ha fatto finta di non aver capito di quale posticino si parlasse.
“Dove andiamo, zia?” ha chiesto ieri il Frenky entrando a casa del nonno a metà pomeriggio e cogliendo lo stesso nonno, la zia e il cane della zia distesi nel lettone a giacere imbelli raccontandosi le storie.
“Chi lo sa, chi lo sa!” ha detto la zia tirandosi i lati esterni delle palpebre per improvvisare uno sguardo orientale.
Il Frenky, sornione, ha sorriso. Ma, per far divertire la zia, ha finto tutto il giorno di non aver capito.
Si è buttato nel lettone insieme a loro e ha narrato mirabolanti imprese compiute al ritiro sportivo di giocatori di basket in Trentino. Il nonno è stato il primo ad alzarsi per preparare la quotidiana ciotola di frutta mista per merenda. Dopodiché tutti sono usciti: il nonno aveva appuntamento con i suoi amici adolescenti sotto il Marzocco in piazza Garibaldi; il Frenky con la zia e Bobi si è avventurato per un viottolo di campagna e ha fatto una lunga camminata corredata di racconti, prima che la sete attanagliasse tutti e tre. Al bar del Conte Max hanno riempito la ciotola di Bobi e sorbito bibite ghiacciate, si sono ricongiunti al nonno e, mollemente adagiati sui divanetti che guardano la piazza, hanno accolto con entusiasmo l’arrivo imprevisto del Pasqua e del suo beagle Otto, che ha stretto un’amicizia subitanea con Bobi.
Sono passati di lì altri amici della zia, che lei non vedeva da tempo e che ha avuto un gran piacere di riabbracciare perché sono di quegli amici che parlano di anni lontani in cui accadevano fatti di memoria imperitura che avrebbero comportato una crescita felice.
Quando è arrivata l’ora di cena.
Salutati tutti e rispedito il nonno a casa, il Frenky, la zia e Bobi si sono avviati verso l’auto che li avrebbe condotti al luogo misterioso. In Freedom Square hanno incontrato la cugina Miki, in passato detta Ridolini per la sua congenita incapacità di stare seria, in compagnia della sua bimba. “Dove andate?” ha chiesto Miki. “A cena fuori!” ha risposto la zia. “Voi due soli soli?!”, “Certamente!”, “Anche io e la Caro andiamo a cena fuori!”, “Noi però non vi diciamo dove andiamo perché sennò ci venire dietro e ci rompete le uova nel paniere. Vogliamo stare soli perché abbiamo un evento importante da festeggiare e mille cose da confidarci” ha sentenziato la zia.
Al japan la zia si è sfilata scarpe e calzini ed è andata a servirsi gamberoni enormi e freschi a piedi scalzi. Il Frenky, felicissimo ed emozionato, ordinava il menu intero e tirava numeri che pareva a giocare a tombola: per me un 117, un 78, due 15 e un 49. Per ora.
All’improvviso, tra i tavoli della sala, o non è spuntata Ridolini?
“Ma guarda questa” ha detto la zia.
“E’ stato un caso, te lo giuro!” ha detto, ridendo, Ridolini mentre univa il proprio tavolo a quello dei parenti.

E’ stata una cena lunga e abbondantissima, piena di risate. Proprio un bel festeggiamento per concludere il quinquennio elementare e prepararsi ad affrontare la nuova scommessa delle scuole medie.

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