Un posto top

Pubblicato il 16 luglio 2018 da antonella landi

Arriva un momento, d’estate, in cui i finesettimana al mare diventano più un’agonia che una goduria. Il caldo eccessivo, le code sulla Fi-Pi-Li, le spiagge affollatissime, la gente cafona, i parcheggi esauriti, i ristoranti strapieni, i prezzi esosi. Noi gli si va in culo e si va in montagna.
“Ho trovato un posto top nel Casentino”, dice. E quando dice top, stai sicuro è top davvero.
L’agriturismo Podere il Piano sorge nel comune di Pratovecchio: lo hanno tirato su Andrea e Federica, insegnante di Matematica lei, di Scienze lui, genitori di Francesco (cinque anni e uno scilinguagnolo caricato a molla), un cane (Giambo), una gattina (Polpetta), tre mucche (di cui una prossima a sgravare), e questa struttura maestosa ristrutturata con gran gusto nel rispetto della nostra tradizione: tanta pietra, tanto legno e tanta pace.
Io mi avvio il venerdì mattina con il carico di borse e di animali: Mimmo fa le fusa da Pontassieve al passo della Consuma, Bobi affacciato al finestrino annusa l’aria che di chilometro in chilometro si fa più fresca e rarefatta. Lui ci raggiunge in moto dopo il lavoro a fine giornata, porta pane e vino locali, si mette in ciabatte e dichiara che non intende muoversi da lì per i tre giorni successivi.
Ma i dintorni chiamano a gran voce: Pratovecchio è un gioiellino, Stia una chicca, per non parlare di Romena, l’antichissima pieve romanica dove vive don Luigi Verdi, il mio amico d’infanzia. A Pratovecchio si fa una spesa immorale di prodotti casalinghi, pasta integrale fatta in casa, schiacciata unta e saporita, verdura di un orto lì vicino, formaggi e salumi introvabili in città. La macellaia regala a Bobi il primo osso della sua vita. A Stia andiamo una sera a mangiare il gelato nella piazza del Ciclone. A Romena ci vado io da sola la domenica per le lodi del mattino, perché Gigi è capace di far pregare anche chi non prega da una vita. Mette le panche di traverso, in modo da vedere l’altare ma anche l’esterno della chiesa, un’esplosione di lavanda e di farfalle; mette Ivano Fossati che canta C’è tempo; mette la gente a suo agio; si mette seduto per terra a gambe incrociate su una stuoia grande tutta la navata centrale. Dice parole semplici tra cui scelgo quelle da portarmi via: sopporto sempre meno Antoine de Saint-Exupery che dice “l’essenziale è invisibile agli occhi”. Non è vero. L’essenziale è molto ben visibile. Basta volerlo vedere.

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