L’imbenzinato

Pubblicato il 23 luglio 2018 da antonella landi

A Bobi non manca certo di stare in mezzo al verde. Da quando l’ho preso e fatto mio, stiamo più per le campagne che a casa nostra. Se avesse il pollice opponibile, potrebbe disegnare il grande parco fiorentino delle Cascine in ogni minimo dettaglio, ritrarre l’intera area di San Salvi un tempo adibita a ricovero per i malati di mente e ora finalmente restituita all’uso di tutti noi (tali e quali ai malati di mente di un tempo), delineare su un foglio la camminata di Pian del Mugnone lungo l’omonimo corso d’acqua popolato di gente che porta a spasso il cane, riprodurre il bosco che cinge l’abbazia di Montesenario, dipingere ad acquerello Vallombrosa, la Consuma e il Casentino. Sempre, quando girovaga nei campi, Bobi mostra impudico la sua gioia. Corre, abbaia al niente, zigzaga avanti e indietro tra chi lo porta a spasso e il luogo da esplorare.
Ieri, però, ha veramente dato il meglio di sé.
Ci avevano invitati a una cena in campagna, un posto inimmaginabile in cui la bellezza spontanea della natura si sposa con la ricercatezza dell’opera umana, tra filari di vigne e una una colonica reinventata, pergolati sotto cui cenare e campi a perdita d’occhio, quadri di Fontana e querce secolari.
Lui, libero di esprimersi forse più di sempre, faceva impressione, pareva imbenzinato.

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