L’ospite narrante

Pubblicato il 7 settembre 2018 da antonella landi

CollegAttore (docente di Matematica presso la mia scuola e insegnante di tecniche teatrali presso il Teatro della Pergola) aveva una storia bellissima, tragica e comica insieme, da raccontarmi. Chiamo altre due colleghe a me molto care e organizzo una cena a casa mia dove lui sarà l’ospite narrante.
Il loro arrivo è abbracciato dai profumi della tavola: ho preparato due ciotole di riso (uno integrale, l’altro thai) da accompagnare alle diverse portate pensate per l’ospite d’onore, che è allergico a un monte di alimenti. Il pane e tutti i suoi derivati, per esempio. Ogni tipo di latticino. La carne. In un pomeriggio di aromi e di sudore ho cucinato verdure stufate, peperoni ripieni, dischi di melanzana con cupola di farcia in forno, sogliole e gamberi. Sul tramonto ho portato Bobi alle Cascine per camminare e rilassarmi. Alle otto e trenta eccoli tutti.
Mi si è incantato l’accendigas dei fornelli in cucina e un suono incessante quanto petulante (TRI TRI TRI TRI TRI) intende compromettere l’incontro.
“E’ impensabile mangiare con questo martellìo -dice CollegAttore- mi spoglio e te lo aggiusto.”
Sfila il gilet, toglie la camicia, resta in canottiera.
“Porti la canotta con questo caldo?!” trasaliamo ridendo noi donne. CollegAttore afferma che la mattina in scooter è freddo e ci intima di farci i cazzi nostri. Per placarlo gli diciamo che il sogno erotico di ogni donna è un uomo che gira per la casa in canottiera facendo lavori prettamente maschili. E infatti ualà, il rumore non c’è più (ometterò di rivelare il metodo a cui è ricorso Attore) (o forse potrei anche scriverlo?) (no, meglio di no) (ma sì dai! Ha reciso il filo con le forbici, quanto si dice la professionalità).
Ci mettiamo finalmente a tavola. Con un Buddha Bar in sottofondo spolveriamo quasi tutto e ci spostiamo nel salottino. Tra dolci caffè e liquorini CollegAttore ci racconta quella storia. Una storia che vorrei trasformare in un libro per ragazzi illustrato dai miei studenti, per cui no, nessuna anticipazione. La racconta col talento affabulatorio che lo contraddistingue, allunga le scene, dilata le descrizioni, crea l’attesa, fa esplodere la risata con un gesto mimico.
E insomma, mi metto al lavoro.

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