Con le Cinciallegre

Pubblicato il 8 settembre 2018 da antonella landi

Con le appena conosciute Cinciallegre si ha l’impressione di essere amiche da un tempo molto lungo. Del resto lo vidi subito -da come si presentavano e da come stringevano la mano (forte e avvolta anche dall’altra che generalmente resta ciondoloni al braccio) guardando dritte in fondo agli occhi- che non erano persone a caso. Il caso, poi (e questo è un mantra che mi si ripresenta spesso ultimamente), non esiste. Questo incontro è stato voluto. Forse cercato. Di certo benedetto.
Ieri sera CinciallegraMoni e CinciallegraStefi avevano preparato per noialtre una cena sopraffina. Per cominciare, una tavolata di balocchi. Dìcesi balocchi quegli stuzzichini di cui mi nutrirei a oltranza, melanzane grigliate e condite, triangoli di pasta filo con ripieni vari, formaggio con scaglie di tartufo, pecorino fresco, olive cicciottelle e colorate, sbriciolona tagliata a tassello perché così si mangia la sbriciolona, prosciutto accoccolato su un vassoio. Tutti i piatti erano bellissimi, diversi e originali, spessi e rustici, policromi, capienti. La pasta era condita con burrata e pomodori, il pollo era cucinato con il cocco e con lo zenzero. Fichi e fichi d’india a ripulire. Quindi uno strudel preparato da CinciallegraCri e un gelato dai gusti peccaminosi portato da CinciallegraEnri.
Le Cinciallegre hanno moltissimi interessi, fanno yoga e scalano pareti, dirigono cooperative e fanno avvocatura, stanno al pubblico e sorridono. Per questo gli argomenti sono tanti e come Pindaro voliamo dal saluto al sole ai cinque tibetani, dai clienti scemi a quelli pazzi, dalla cattedra ai colleghi, tra ricette, confidenze, intimità.
La casa dove tutto questo ha avuto luogo non te l’aspetteresti mai così e aveva un giardino grande e strano che le girava intorno, deviava in un orticello e s’arrampicava per un poggio che confina con un bosco popolato di ricci e caprioli. Per un amore indomito verso gli oggetti di recupero, da ogni pertugio spuntava qualcosa di salvato e restituito a nuova vita, vecchie chiavi rugginose, sassi prigionieri in una rete da pollaio a forma di cuore, legni levigati dalle onde e poi sputati sulla spiaggia.
In mezzo a tutta questa fantasia, Bobi ha perso il senno e si è trasformato in una furia.
Nonostante ciò, le Cinciallegre lo hanno eletto sindaco e gli hanno detto di tornare.

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