Dal davanzale, nel cuore della notte

Pubblicato il 25 novembre 2018 da antonella landi

Erano le 3:33. Chiaro che dormivo. Abbracciata stretta al mio hot dog (cane caldo), sprofondavo di minuto in minuto tra sogni fantastici che mi portavano avanti e indietro nel tempo. Ma ecco il bip bip del cellulare, lasciato inavvertitamente sonoro.

IL DAVANZALE
(è solo questione di dove ti appoggi)

Sempre qui mi ritrovo,
quando la mente si oscura,
resto senza riposo,
rimirando queste mura.
Sul davanzale poggio i miei pesi,
mentre spolvero la mente,
veggendo con occhi sorpresi,
quello che è il mio ambiente.
Appar solito ma sempre muta,
come un fiume scorrendo alla foce,
a volte vi ammiro la notte muta,
a volte vi colgo un filo di luce.
Quando è scuro e tutto tace,
e al di fuori è freddo e gelo,
al mio interno vi è una brace,
perché è all’equilibrio che io anelo.
Il pensier fiorisce infine,
il dubbio è sconfitto anch’oggi,
al mio dilemma pongo fine,
è solo quistion d’appoggi.

L’autore di questi versi è un mio studente nuovo, preso a settembre con una nuova classe. Ha lasciato la scuola che frequentava fino all’anno scorso per iscriversi all’Artistico. Sente di avere dentro sé un disegnatore, ma anche un poeta che gli parla in continuazione. A tutte le ore. Anche di notte. E la notte scorsa ha deciso di raccontare anche a me cosa gli diceva. Alle 3:33. Mentre dormivo abbracciata stretta al mio cane caldo.

Un regalo così bello nemmeno a Natale.

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