Ci sono donne

Pubblicato il 20 novembre 2009 da admin

Mi alzo dal letto, vado a fare la pipì e, prima di averla fatta tutta, scrivo e invio un messaggio che dice solo: “Eh! Eh! Eh!”.

Ridacchio tra me: sono contenta.

Tra due ore lei arriverà col treno da Bologna e trascorrerà con me tutto il tempo che aspettiamo e che ci promettiamo dall’ultimo incontro, durante il quale lei mi pose pubbliche domande e io pubblicamente le risposi.

Mi vesto comoda, mi vesto colorata, mi vesto allegra.

Prendo un antipasto di colazione in casa pensando a quella che, più tardi, consumerò con lei in un bar del centro con i tavolini fuori.

C’è il sole e ci sono venti gradi.

La giornata ideale per accogliere un’amica.

Prendo il 17 e arrivo a Santa Maria Novella mentre il suo messaggio annuncia: “Sono qui”.

Ma non faccio in tempo a leggerlo che due braccia m’incatenano e una voce mi sussurra “Ma dove vai?!”.

Lei è mora, lei profuma, lei è bella.

Lei è un vulcano, un’attrice di teatro, un fiume sempre in piena, un vento di passione, un pozzo di sapere, una cultrice della tavola, una lettrice, una contemplatrice, una che se non c’è musica si sente vuota, una che se non c’è scuola si sente monca, una che se non c’è Nina si sente in colpa, una che se c’è un giorno un po’ speciale da vivere lo vive tutto fino in fondo finché il capostazione insopportabilmente fischia che il tempo è scaduto, tutti in carrozza, allontanarsi dalla striscia gialla, si parte.

Ma prima di partire, lei acconsente a starti dietro e a farle tutte.

Fa conversazione, fa amicizia, fa acquisti, fa fotografie, fa regali, fa battute, fa confidenze. Fa ridere, fa pensare, fa interrogare, fa sfogare.

Sale in autobus, sale in macchina, sale in ascensore, sale al quinto piano, si affaccia dal terrazzo, abbraccia il gatto, mangia pasta e fagioli, arista e ceci e una pera glassata sporca di cioccolato nella trattoria dove io porto solo chi amo.

E quando il buio e  un treno se la portano via, a me rimane per tutta la sera nella testa il rimbombo dei nostri passi a tempo, l’eco delle nostre risate un po’ impudiche, il suono morbido delle parole che cercavo.

Ci sono donne perfette per andare al cinema. Ci sono donne fatte su misura per gli acquisti nei negozi. Ci sono donne con cui viene bene bisbocciare, oziare sul divano per ore, parlare di libri, ragionare di cinema, discutere di musica. Ci sono donne con cui ti scrivi sempre e che cerchi anche dopo tanti anni. Ci sono donne a cui è meglio non aprire mai il cuore, altre di cui sai che puoi fidarti. Donne che ti frequenterebbero solo se ti compatissero, donne che non riescono a frequentarti perché t’invidiano. Ci sono donne che ti annoiano mortalmente, donne che quando si riproducono smettono di essere nel mondo e d’interessarti, donne che si snaturano, che si svendono, che si dimenticano.

E poi ci sono donne come lei: donne per cui ringrazi Dio di essere una donna che merita l’amicizia di una donna come lei.

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