Panini ripieni

Pubblicato il 15 dicembre 2009 da admin

C’ho questa classe burlona che nemmeno se la sorbotti a suon di partacce e nocchini riesce a smettere di ridere e scherzare.

“Profe, posso uscire a portare al bar la lista dei panini?”.

“Sì, anzi guarda, già che vai prendine uno anche per me”.

“Certo profe, con cosa lo vuole?”

“Mah, non so, quali sono i ripieni?”.

“Cotto e fontina”.

“Mh, no, troppo pesante, non lo digerisco…”.

“Salame”.

“Mh, no, mi si ripresenta…”.

“Ovo sodo e maionese”.

“Mmmh, buono, ma la maionese fa ingrassare e poi mi sbiòccolo addosso di sicuro mentre lo addento”.

“Allora c’è l’hot dog”.

“L’hot dog alle undici del mattino?!”.

“O profe, allora non rimane che il vegetariano, con la mozzarella, il pomodoro e l’insalata”.

“Madonnina che panino triste… non posso mangiarlo, mi deprime solo parlarne”.

Si vede che, con queste obiezioni da principessa sul pisello, devo aver scatenato in loro un forte, irrefrenabile desiderio di abbandonarsi alla fantasia e, allo stesso tempo, di pigliarmi affettuosamente per il culo.

Così hanno sciorinato una gamma di combinazioni abbastanza inedite (cotto e unghie di maiale, crudo e ciocche di capelli, insalata e garrino di vecchio, tonno e foca, salame e giraffa, pomodoro e gazzella, fino al più moderno e futurista salsiccia piccante e plexiglass) che mi hanno fatto scordare per una decina di minuti che in realtà mi trovavo lì per Costantino, l’editto di Milano e il Concilio di Nicea.

Un paio di lezioni dopo, mentre l’Impero Romano d’Occidente andava giù, quelli proponevano “cotto e Stilicone”.

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