Visto, preso e… steso

Pubblicato il 24 gennaio 2010 da admin

“Meooow… fffffh…”.

“Miao!”.

“Chi sei, tappo?”

“Sono Micino da Scansano! E voi chi siete?”

“Noi siamo i padroni di tutta la collina: ce l’hai il permesso per girellare, correre e pisciare su quest’erba?”

“Be’, questo giardino è mio e quella casa è del mio Amico e della mia Amica, i due umani che mi hanno adottato quando sono rimasto senza mamma”.

“Non è vero: questo giardino è nostro e in quella casa non c’è più di nessuno ormai da cinque mesi”.

“Ma che dite amici! Sembra di nessuno perché noi tre d’inverno abitiamo a Firenze e veniamo qua solo a primavera e in estate, ma vi dico che è mia, mia e della mia famiglia umana!”.

“Be’, a noi  non ce ne frega un cazzo, né di te, né della tua famiglia umana”.

“Perché dite così? La mia famiglia è simpaticissima: il mio Amico è un tipo originale, privo di capelli ma dotato di humor, la mia Amica è un po’ grulla, ma è buona e adora gli animali. Venite, vi porto a conoscerla, vedrete che vi darà una bella ciotola di pappa”.

“Non vogliamo la tua pappa: vogliamo il tuo giardino”.

“Be’, amici, il giardino mi dispiace, ma non ve lo posso dare. Però potrete venirmi a trovare ogni volta che vorrete e io vi ospiterò: correremo insieme sull’erbetta e ci arrampicheremo sulla grande mimosa”.

“Non siamo tuoi amici e non abbiamo bisogno di essere ospitati da nessuno perché qui è tutto nostro, dal più fine filo di erba all’ultimo tronco della tua fottutissima mimosa”.

“Ehi, ma perché siete così astiosi? Siete proprio sicuri che sia tutto tutto vostro?”.

“Tutto tutto”.

“Ma anch’io sono nato qui! Sapete, la mia mamma ci dava ancora il latte quando da un certo giorno in poi non è più tornata alla tana da me e i miei fratelli. Io sono uscito per primo allo scoperto perché c’avevo un buco nello stomaco che mi sembrava di svenire, sicché mi sono affacciato dai cespugli e non ci crederete! Proprio in quel preciso istante sono passati quei due, Amico e Amica. La macchina s’è inchiodata, loro sono scesi a corsa, mi hanno sollevato in alto, mi hanno avvolto in un asciugamano, mi hanno portato in questo giardino, in questa casa, e da allora non ci siamo più lasciati”.

“Uh, che storia lacrimosa… credi di muoverci a compassione?”.

“Niente affatto amici, vorrei solo farvi capire che la vita è tutta una sorpresa, che l’amore universale esiste, che gli umani sanno voler bene e che, sul modello della fratellanza e della sorellanza, anche noi dovremmo rendere reale l’animalanza”.

“Animalanza?! Ma di che diavolo vai blaterando, microbo?”.

“Sono microbo perché non ho ancora compiuto un anno: le mie due veterinarie mi hanno fatto virtualmente nascere il 2 giugno. E’ un giorno scelto per convenzione, a occhio, in onore della Festa della Repubblica”.

“Virtualmente?! Veterinarie?! Convenzione?! Repubblica?! Ma che lingua parli?! Di’ un po’, non è che fai il fighetto di città e cerchi d’intortarci con i paroloni?”.

“Mannò ragazzi, perché siete così sospettosi? Rilassatevi! Io sono un buono!”.

“Ah sì? E, senti un po’, Buono, non è che sei anche un po’ gatticciòla?”.

“Gatticciòla?! In che senso?”.

“Nel senso che profumi come un mughetto”.

“Oh… questo! Questo è il profumo della mia Amica: ambraliquida dell’erbolario. Siccome lei mi si strofina sempre addosso e mi copre di bacini, mi viene questo pelo profumato qua: vi piace?”.

“Ehi, ma per chi ci hai presi?!”.

“Non drizzate subito il pelo, tranquilli, dico così, per conoscere un po’ i vostri gusti, per parlare: per esempio, quale musica preferite?”.

“Musica?!”.

“E sulle pagine di quali giornali vi piace più addormentarvi?”.

“Giornali?!”.

“E su che tessuto vi fate meglio le unghie?”

“Tessuto?!”.

“E qual è la vostra pappa preferita, pollo, manzo o croccantini Prescription Diet linea i/d contro la formazione dei calcoli renali?”.

“Ci prendi in giro?”.

“Ma perché sospettate! Io voglio esservi amico! Così quando a primavera ricomincerò a venire qua più spesso, usciremo insieme. Andate in biblioteca?”.

“Biblioteca?!”.

“E in bicicletta dentro il pet-zainetto?”.

“Bicicletta?! Pet-zainetto?!”.

“Avete amici cani? Io per esempio ho legato molto con un certo Bach, una specie di bassotto nero a pelo ruvido. Certe risate!”.

“Amici cani?!”.

“Ma insomma, cosa fate dalla mattina alla sera?”.

L’hanno messo nel mezzo e gliel’hanno fatto vedere, cosa fanno loro dalla mattina alla sera: sorbottano ben bene i gattini urbani e civilizzati, acculturati ed educati, socievoli e raffinati come lui.

E lui, rientrato d’urgenza in città, ripreso possesso del suo appartamento panoramico, disteso sul divano in tela bianca, la testa sui quotidiani di stamani, la pancia sazia di Prescription Diet linea i/d contro la formazione dei calcoli renali, ancora non se n’è fatto una ragione e conserva sul muso un’aria incredula e attapirata.

oioi

(nella foto: un provato Micino da Scansano)

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