Riassunto

Pubblicato il 31 gennaio 2010 da admin

Mi sono svegliata alle sei e quarantacinque come se dovessi andare a scuola.

Sono rimasta sotto le coperte per godermi ancora il caldo e dare un ordine ai pensieri che m’inzeppavano la testa.

Ho mosso la punta del piede sinistro perché il gatto mi sentisse e saltasse dalla cesta sul lettone per giocare insieme a me.

Tra agguati, fusa e baci con lo schiocco, il rumore è stato tale che l’uomo che mi dorme accanto, tra il sonno, ha biascicato o dormite o vi levate dalle palle.

Ci siamo levati dalle palle.

Mi sono fatta il caffè, mi sono fatta la doccia, mi sono fatta tre pagine mentre il gatto contemplava l’orizzonte spalmato e muto sulla scrivania.

Quando l’uomo che mi dorme accanto e che ci aveva detto o dormite o vi levate dalle palle si è alzato, ho chiuso tutto e mi sono vestita per uscire insieme.

Il gatto è rimasto in casa a chiedersi perché noi sì e lui no.

Perché noi siamo andati a Viareggio a mangiare il pesce più buono del mondo da Giorgio.

Da Giorgio ci andiamo solo per le occasioni eccezionali.

Da Giorgio ci andammo per la prima volta con il Samu e la Sarina.

Da Giorgio mi ritrovai sul piatto un anello col diamante.

Davanti a me sedeva un uomo che piangeva.

A me prese un attacco critico di riso e mancapoco mi faccio la pipì addosso.

A Viareggio oggi era freddo ma c’era tanto sole e non tirava il solito vento che porta via i capelli.

A Viareggio oggi è cominciato il Carnevale e anche gli adulti avevano la maschera e il costume.

Ho visto famiglie intere travestite.

Mamma tigre, babbo tigre e un tigrotto in passeggino.

Mamma orsa, babbo orso e un orsacchiotto per la mano.

Mamma burlamacca, babbo burlamacco e un burlamacchino con il cappello più grosso di lui.

Gruppi di giovani a tema.

Anziani disinvolti con la parrucca rasta in testa.

Clown disabili in carrozzina.

Ho camminato sulla passeggiata, ho attraversato la pineta, ho corso sulla spiaggia con le braccia a forma d’aeroplano.

Il mare d’inverno non è solo un film in bianco e nero visto alla tv.

Il mare d’inverno ti sequestra gli occhi e te li rende indietro solo quando li trascini via di lì.

Il mare d’inverno ti mette un sasso sul cuore e te lo fa pesare dieci volte di più.

Il mare d’inverno ti fa rivedere le scene di tutta la tua vita.

Un po’ ci ridi, un po’ ci piangi.

Ho preso la fotocamera e ho immortalato nuvole, onde, barche e lui.

Ho preso i tacchi degli stivali e ho fatto buchi sulla sabbia.

Ho preso un bastone e ho scritto un numero sul bagnasciuga.

Una canzone mi rimbombava nella testa.

Quarantaquattro gatti in fila per sei col resto di due.

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