Finché c’è vita

Pubblicato il 18 febbraio 2010 da admin

“Non è morto”.

“Davvero? Sicura?”.

“Certo. Ascolta: fa le fusa”.

“Le fusa?!”.

“Anche i pipistrelli fanno le fusa, esattamente come il tuo Micino killer. E, come lui, le fanno quando sono felici”.

“Ma questo è ferito a morte, straziato e con un’ala smangiucchiata!”.

“Sì, però avvolto da questo canovaccio e al riparo dentro questa scatola da scarpe si sente protetto ed è felice”.

“Si salverà?”.

“Non ti prometto niente, ma farò tutto il possibile. L’ala purtroppo è molto rovinata, ma gliela ricucirò”.

“E se l’intervento dovesse fallire?”.

“Lo darò a quell’amica di cui ti parlavo”.

Ieri, dopo l’aggressione perpetrata da Micino da Scansano ai danni di Strello il pipistrello, ho cercato un rimedio alla tragedia che mi si veniva consumando sotto gli occhi.

Un filo di passaparola mi ha condotta in un bosco venti chilometri fuori Firenze, dove vive una giovane veterinaria specializzata in SOS Pronto Intervento Pipistrelli. Costei li accoglie, li cura, li opera se necessario, li depone nella nursery (casette lignee tra gli alberi) e li rimette in sesto prima di donare loro la libertà del volo.

Quando sfortunatamente fallisce e il paziente resta mutilato, lo consegna a un’altra veterinaria sensibile alla specie animale più aborrita dagli umani, che lo adotta definitivamente e lo tiene a vivere con sé. In casa. Cioè, dentro casa. Pare che la bislacca dottoressa condivida l’abitazione con una decina di pipistrelli diversamente abili a cui un ingrato destino vieta per sempre di tornare a volare.

Micino da Scansano (attonito e incredulo per essersi visto sparire dagli artigli un magnifico passatempo da trasformare dopo qualche ora in cena) è tuttora in punizione a interrogare se stesso sull’insospettato errore commesso.

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