Genitori e figli

Pubblicato il 5 marzo 2010 da admin

Prevedibile nella trama, nello svolgimento, nel finale.

Banale nel tratteggio del personaggi, nei dialoghi, nelle battute.

Inutilmente volgare nel linguaggio.

Deludente nell’interpretazione degli attori coinvolti.

Michele Placido non credibile nel ruolo di professore (di pressapochisti, ignoranti, rozzi e maleducati in quel modo ce ne sono pochi nella scuola, per cui viene da chiedersi chi diavolo volesse rappresentare) e in quello di padre (urlone, ottuso, superficiale e sordo alle lezioni provenienti dagli alunni).

Margherita Buy priva di sostanza nel ruolo di madre, perennemente insicura ed eternamente impegnata a non interpretare altro che se stessa.

Luciana Littizzetto inguardabile nel ruolo della moglie, fallimentare in quello della mamma, ridicola in quello dell’amante.

Piera Degli Esposti, che poteva funzionare nel ruolo della nonna ultraottuagenaria dal passato ribelle e burrascoso, dice tante parolacce da scollarsi dalla realtà per diventare un personaggio della fantasia.

Silvio Orlando funziona solo quando lavora con Nanni Moretti.

Una pellicola macchiettistica che scivola addosso senza lasciare traccia di sé, se non la fastidiosa sensazione di aver buttato via sette euro e cinquanta.

Come ha giustamente notato Elena Quinta, l’unica scena che si salva è quella in cui nessuno parla, e quello che si vede è solo un’orca bianca e nera che esce con un grande salto dalle acque di una piscina nel cuore della notte.

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