Vergogna!

Pubblicato il 10 marzo 2010 da admin

Nella classe dei primini ho attuato qualche variazione e alcuni ritocchi alla distribuzione dei banchi.

Quella che a inizio anno definivo Classe Diesel, infatti, ultimamente ha messo il turbo e, in fatto di cinguettìo borbottìo bisbiglìo ciarlìo e rumorìo, va come le schegge.

“Allora: tu lascia codesta postazione e trasloca in quel banchino lì, tu invece spostati laggiù, tu vai accanto a lui, tu accosto a lei. Voi rimanete pure lì che andate bene, voi invece separatevi che state sempre a ridere come le iene del Re Leone.”

E mentre con le dita lanciavo cenni in aria nello stile di Zubin Metha, andavano sentiti i battibecchi, le rimostranze, le polemiche, le apologie personali: “Ma io però non faccio confusione”, “Io non c’entro”, “Lei è crudele e ingiusta”, “Lei ce l’ha con me”.

L’ultima mossa l’ho lasciata alla genialata del giorno: il banco della vergogna.

“?!”

“Avendo voi adottato la struttura a ferro di cavallo ho deciso di collocare in mezzo a questo immenso spazio vuoto un banco solo, isolato, centralissimo: qui manderò chi disturba di più, chi non riesce a stare zitto e in questo modo distrae la classe impedendo a se stesso e ai compagni di seguire attentamente la lezione, chi eccede nel numero delle battute, chi non ha il senso della misura, chi esagera in ogni senso. Occasionalmente, ai compagni sarà concesso di lapidare chi occuperà il banco della vergogna con palline di carta.”

Altro che vergogna: c’è la fila.

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