Corpo

Pubblicato il 17 aprile 2010 da admin

Vale la pena di farsi da parte per lasciare spazio alla voce di chi ha solo quattordici anni. Ma qualcosa di ameno da dire.

OCCHI

Mi è stato detto che, se catturo lo sguardo di una persona che riesce a coglierne la bellezza e le sfumature oro, quella rimane incantata. I miei occhi hanno una forma lunga e bella, che cattura l’attenzione. I miei occhi sono la mia anima, la mia anima sono i miei occhi.

Mi piacciono i miei occhi: sono verdi.  Sono uguali agli occhi di mio padre.

Gli occhi sanno dire ciò che la bocca tace. Sanno scrutare.

CAPELLI

Crescono, si tagliano e ricrescono: credo siano una delle parti alle quali si presta più tempo. Dispiace tagliarli, anche se sappiamo bene che ricresceranno. Hanno varie forme, si può giudicare qualcuno guardando i capelli, in qualche modo rispecchiano la personalità. Chi li ha lisci li vuole ricci, chi li ha ricci li vuole lisci,  lo specchio del modo di comportarsi dell’uomo: non si accontenta di niente e così passa tempo a piastrarsi o ad arricciarsi, perdendo minuti che avrebbe potuto usare in altri modi.

Arma di seduzione, quando una persona compie il gesto di toccarseli può essere indice di preoccupazione oppure di relax. Crescono, si accorciano, si toglie il loro colore per dargliene un altro. Ricci, lisci, corti, lunghi, possiamo dargli molte forme e molti colori diversi.

Sono una parte del corpo che ognuno ha la possibilità di personalizzare. Un buon modo per distinguersi dagli altri.

CERVELLO

Il mio cervello è così pieno di materia grigia che devo sfamarlo con molto cibo per farlo funzionare bene.

Il controllo lo ha lui. Sono in sua piena balia. La base di una fabbrica che assembla tutti i pezzi per formare un unico, grande organismo: io. Forse è l’unico capace di sistemare tutti i problemi. Tutto ciò che ho scritto me lo ha dettato lui.

MANI

Strumento per fare le cose. Dolci in una carezza, birbone in uno schiaffo, scherzose nel solletico. Un modo per divertirsi. Mi prendo cura di loro e penso che siano una specie di biglietto da visita. Mi metto lo smalto in base all’umore così mi possono rappresentare. Con le mani gioco a pallavolo, l’amore della mia vita. Con esse palleggio, il mio ruolo, che mi piace tanto e mi fa sentire la regista della squadra.

CUORE

Casa motrice del nostro corpo, da cui partono gli elementi essenziali per la nostra vita. L’amico più importante della nostra vita. Se batte, buon segno. Se la benzina finisce, so’ cavoli.

Ti sento dentro di me, ti disegno a modo mio ovunque, sei l’organo che trattiene dentro sé i miei sentimenti, le mie paure, le mie difficoltà. Mi trasmetti queste emozioni quando senti il bisogno di buttarle fuori, quando non ce la fai più a tenerle dentro, quando ti accorgi che devo in qualche modo espellere quel sentimento, quell’emozione, quella paura. Batti a seconda delle mie sensazioni, mi fai agitare e deconcentrare, arrossire e piangere.

Compagno fedele sempre presente, rullo di tamburi, tutti ce l’hanno in ogni momento, se si ferma il vuoto totale, la morte.

Lui che batte all’impazzata senza avvertirti, lui che ti fa fare cose fuori dall’umano, lui che fa sì che ogni giorno sia migliore (o semplicemente sia), che dà vita ad ogni essere umano. Nella testa di ogni persona è cuore=vita. Secondo me cuore=amore, felicità. Sarà che io credo molto nell’amore, nell’amicizia e in tutto quello che può legare due o più persone, sarà che quando voglio bene a qualcuno il mio cuore parla.

VISO

Il viso è la parte del mio corpo che ho guardato di più, ogni giorno mi capita di osservarlo: mi lavo il viso,  mi trucco, mi vengono i brufoli.

ORECCHIO

Il mio povero orecchio subisce il rumore dei miei cugini piccoli che piangono, il casino delle macchine che passano, mia madre quando si arrabbia, ma anche il battito del mio cuore. Il mio orecchio è nascosto, è rinchiuso come Fiona nel castello del dragone. Il mio orecchio ascolta tutti e non dice mai niente.

TESTA

La testa fa pensare bene prima di agire, fa imparare le parole più importanti, mi porta verso la strada più sicura, senza ostacoli, nel cammino verso la vita serena e tranquilla che ogni essere umano vorrebbe avere.

PANCIA

Ti faccio la guerra, sono pronta ad annientarti, ti odio perché una volta non c’eri e poi sei arrivata, inaspettata, incalcolata, improvvisa, sfacciata, inopportuna e brutta. Sei brutta. Una volta al tuo posto c’era un cucchiaio, una fossa che declinava armoniosa, liscia da accarezzare, bella da guardare. Un giorno il cucchiaio mi s’è rigirato cogliendomi di sorpresa, forse dormivo, forse leggevo, forse giacevo; sicuramente mangiavo. Non ti ho guardata per mesi, volutamente ignorata, non ti ho più accarezzata. Ma ora ti faccio la guerra, sono pronta ad annientarti, ti odio perché una volta non c’eri e poi ti sei allargata, sei cresciuta, hai dilagato, mi hai rubato lo spazio. Però questa volta saprò eliminarti, questa volta sì. Appena finito questo bigné.

(da un lavoro della mia 1B, ispirato all’omonimo testo di Tiziano Scarpa)

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