Quelli che gli dai un dito e ti prendono il braccio

Pubblicato il 22 aprile 2010 da admin

“Ragazzi!”

“Eh.”

“Ragazzi! Indovinate chi mi ha scritto una mail!”

“Mah… non sapremmo… vediamo…”

“Non indovinerete mai!”

“Beh, allora si fa prima se ce lo dice lei.”

“L’autore del libro su cui abbiamo fatto quel lavoro sul corpo! L’autore di Corpo, appunto! Proprio lui, Tiziano Scarpa!”

“Sé… ciao.”

“Come sé… ciao?! Vi dico che mi ha scritto Tiziano Scarpa, uno degli autori che amo di più!”

“E sentiamo: chi gliel’avrebbe data la sua mail?”

“Che ne so, l’avrà presa dal mio sito.”

“Ah, vero… E chi le dice che sia proprio lui e non uno che si è firmato col suo nome?”

“Me lo dice l’ironia della sua mail: ha scritto che è felice di riscontrare che un suo libro ha fatto incursione in classe e poi ha commentato che qualcuno potrebbe indicare il fatto come un sintomo del degrado della scuola italiana. Non può essere che lui!”

“Dai! Troppo forte! E lei cosa gli ha risposto?”

“Ancora non gli ho risposto, sto aspettando che mi passi l’emozione.”

“Profe, quando gli scrive, me lo saluti!”

“Ok.”

“Sì, anche da parte mia!”

“Ok, va bene.”

“Ecco, brava, anche da parte nostra!”

“Sarà fatto.”

“E già che c’è, profe, perché non lo invita qui a scuola, in classe nostra?”

“Mah… non credo che…”

“Sì, gli dice di venire qua una mattina, ma solo in classe nostra però!”

“Beh, chissà se lui…”

“Così si parla di Corpo e anche degli altri suoi libri, stando tutti in cerchio come quando viene Cesare e si fa teatro!”

“Ma sapete ragazzi, lui vive a Venezia, non lo so se…”

“Va be’, che ci vuole, prende il treno, viene qua, sta qualche ora con noi e poi va fare una giratina per Firenze!”

“A Firenze c’è già stato: per esempio quella volta che venne a Leggere per non dimenticare per fare la lettura interpretativa di Groppi d’amore nella scuraglia.

“Va be’, ma non avrà mica visto tutto tutto?”

“No, certamente, magari ha fatto tutto di corsa e non ha visto nulla…”

“Appunto: ora torna, sta tutta la mattina insieme a noi e poi nel pomeriggio fa un po’ il turista, la sera va a mangiare una bistecca, fa du’ passi per il centro… oh, al limite s’accompagna noi!”

Carissimo Tiziano Scarpa (intanto comincio a risponderti da qui), non farci caso: quelli, gli dai un dito, e ti prendono tutto il braccio.

Comunque, ecco, sì, insomma: noi siamo qui, se ti va di venire, una chiacchierata nell’intimità della nostra classe, un panino cotto e fontina all’intervallo, e se poi vuoi fare una giratina in centro, una bistecca a cena, un bicchier di Chianti, due passi in piazza della Signoria al tepore della primavera.

Grazie, davvero grazie per averci scritto.


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