Se il teatro va in giardino

Pubblicato il 26 aprile 2010 da admin

Quarto incontro, oggi, di quel laboratorio teatrale a cui abbiamo aderito per l’integrazione linguistico-caratteriale della nuova alunna straniera. Che adesso guarda dritta negli occhi dei compagni, cammina eretta, e all’intervallo attraversa il corridoio senza accartocciarsi su se stessa a bozzolo. Che da quando ha ricevuto in dono una copia dei Promessi Sposi in lingua rumena si sente uguale a tutti gli altri e ride di don Abbondio come se lo conoscesse da tanto di quel tempo. Che quando il compito per casa prevede di scrivere una poesia usando precise parole (viso, cuore, ostacoli, morire) estrapolate da aforismi composti dai compagni stessi, come sputare in terra scrive versi universali che vanno bene anche per me e per voi.

Oggi però faceva caldo, in classe c’era puzzo di sudore, la condensa ai vetri si mescolava all’odore delle patatine fritte sgranocchiate all’intervallo e il pizzicore della primavera agitava il gruppo.

Nel cortile, abbracciati dai muri esterni dell’edificio a mattoncini rossi che è la nostra casa tutte le mattine, il cielo sopra il capo e i piedi sulle margherite, è stata tutta un’altra storia.

Sorridi di sapere

che il cielo non è un viso,

non ascoltare quello che il mio cuore vuole,

insieme possiamo superare gli ostacoli,

chiedere più nulla che essere mia per un giorno

e poi posso morire in pace.

Leave a Reply

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>