Brava eh

Pubblicato il 28 aprile 2010 da admin

Poi, dopo il tema di (quasi) fine anno, si fa fare il mega-questionario onnicomprensivo che (appunto) comprende oNNi cosa.

“Cos’è?” chiede quella che potrei indubbiamente definire una signora collega.

“Il questionarione finale, relativo a tutto il programma svolto finora.”

“Ma guarda bellino: fammi vedere cosa chiedi.”

“Beh, nella prima sezione intitolata Caccialverso scritto così, tuttattaccato, io do una decina di versi estrapolati da canti danteschi oppure da poesie studiate nelle ore di letteratura, e loro devono dire autore, titolo, parte dell’opera, parafrasare e contestualizzare.”

“Ah, però. E poi?”

“Poi vedi, c’è la sezione Dillocomellui, praticamente l’esercizio opposto, dove chiedo di scrivere alla lettera un’intera poesia o brani di canto dantesco che io propongo a parole mie. Per esempio qui chiedo tutto il sonetto Alla sera di Foscolo, o tutto In morte del fratello Giovanni. Oppure chiedo cosa risponde Virgilio a Cerbero e Minosse che vorrebbero opporsi al viaggio di Dante e loro citano a memoria vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandare. Oppure domando cosa c’è scritto sulla porta infernale e loro riportano Per me si va ne la città dolente e così via fino a lasciate ogne speranza voi ch’intrate.”

“Accidenti, poi?”

“Poi c’è Who is who?, la sezione in cui si devono dare più notizie possibile sulle persone o i personaggi che propongo: vedi, qua ad esempio, Bettina, Becchina, Eustachio Degola, Dino Frescobaldi, Cesare Beccaria, Carlo Antici, Monaldo Leopardi e così via.”

“Ma senti senti… e poi?”

“E poi le date: nella sezione il cui titolo s’ispira a Battisti (Ricordati di non scordare) io propongo delle date e loro devono dire cosa è accaduto in questi anni, tipo: 1302, 1226, 1797, 1810, 1798-1837. Sono tutte date importanti, che vanno sapute a menadito come la propria data di nascita.”

“Capisco… c’è dell’altro?”

“C’è la parte dedicata alle figure retoriche: anafora, onomatopea, sinestesia, enjambement, sineddoche, climax, anticlimax, usteron proteron, prosopopea e via di questo passo. Io chiedo, loro spiegano esemplificando”.

“Ecco, appunto, esemplificando.”

“Già.”

“Brava eh.” commenta ammirata.

“Macché, figurati, sono sciocchezze…” mi schermisco timida.

“Nonò: brava e (permettimi) anche un pochinino troia” precisa, affinché mi sia chiaro ciò che pensa della verifica che sto per ultimare, fotocopiare e distribuire a una classe, che con altissime probabilità la penserà esattamente come lei.

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