Vituperio delle genti

Pubblicato il 21 febbraio 2009 da admin

Eppure tu mi garbi tanto.

Col tuo lungarno così simile a quello di Firenze. Con quella chiesina -Santa Maria della Spina- preziosa come un merletto fatto a mano da una vecchina del 1230 e affacciata sul fiume come una ragazza che guarda nel vuoto di un futuro tutto da riempire. Con quelle piazzette che sbucano improvvise quando un vicolo finisce. Con la zona di San Buonomo e il suo mercato piccolo di frutta e verdura, arancione di carote e verde di foglie di bietola, i bar dalla luce fioca coi tavolini esterni, il colonnato che nasconde antiche botteghe di alimentari resistenti al rastrellamento di coop e di esselunghe.

Mi piace la tua gente che parla un italiano strano mescolato ad altri accenti, le scritte e la piscia sui muri, gli universitari che il sabato pomeriggio bevono birrini e fumano cicchini in santa pace, la scuola Normale, il  silenzio anormale, i cani liberi, i gatti riottosi, la torre della Fame dove si crede che un conte abbia mangiato i corpi dei suoi figli morti prima che morisse lui, la torre che pende, che pende, e non viene mai giù.

Ahi Pisa, ci togliesti il sale e cominciammo a cuocere pane insapore.

Ma sei bella come una donna bella a cui è facile perdonare d’essere stata cattiva.

E oggi che t’ho rivista dopo tanto, mi sei garbata anche di più.

Comments are closed.