Chi ce l’ha una zucca da regalare?

Pubblicato il 30 ottobre 2010 da admin

Io avevo dodici anni, lei due più di me. Io facevo la seconda media, lei andava già in prima superiore. Io ero bionda bionda, lei mora mora. Io ero parecchio tonta, lei era più che sufficientemente sveglia.
A ben guardare, venivano a mancare tutti i presupposti per lo sbocciare di un’amicizia profonda, solida e duratura.
Eppure lei è stata l’amica più sincera e affettuosa della mia giovinezza.

Tra le avventure di cui periodicamente ci rendevamo protagoniste primeggia quella legata alla ricerca delle zucche, per la quale occorreva una strumentazione minimale (nient’altro che una bicicletta modello Graziella e due voci squillanti) e che seguiva il seguente protocollo: una pedalava, l’altra si collocava ritta, in piedi sulla base rettangolare posta nella parte posteriore del mezzo di locomozione, le mani appoggiate sulle spalle della conducente, e via.

La destinazione era la campagna immediatamente limitrofa al paese in cui vivevamo, con particolare predilezione dei cosiddetti “borri”: Borro della Madonna, Borro delle Cave, Borro dei Barulli.

La missione mirava al rinvenimento del maggior numero di zucche, grandi sode e arancioni, da portare a casa e da vivisezionare per il rituale del travestimento e la parallela tostatura in forno dei semi interni.

Regola fondamentale della spedizione era convincere i contadini (tirchi per definizione) a cedere una zucca alle due adolescenti urlatrici, che tagliavano la valle al grido reiterato di: “CHI CE L’HA UNA ZUCCA DA REGALARE?”.

Mai ci capitò di tornare a casa a mani vuote.

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