Pel me involtini plimavela

Pubblicato il 16 novembre 2010 da admin

Nel programma di prima superiore figura il testo normativo.
Detto anche regolativo, questo tipo di scrittura stabilisce una serie di prescrizioni o istruzioni con lo scopo di indicare al lettore come deve comportarsi oppure le cose da fare (obblighi, regole) e da non fare (divieti) per raggiungere un obiettivo. La funzione prescrittiva è detta anche persuasivo-conativa, in quanto l’attenzione è centrata sul destinatari, il quale viene “convinto” ad agire in un determinato modo.
Si possono avere testi che mirano ad avere un risultato pratico (il montaggio di un giocattolo, la preparazione di una torta) ma anche forme più complesse per regolamentare giochi sportivi, aspetti della vita civile, amministrativa, giudiziaria (il codice della strada, il regolamento di un condominio). Le norme in tal caso hanno carattere di obbligatorietà e chi le viola è punibile con una sanzione.
Il lessico, in questi testi, fa uso di termini specifici (burocratico-giuridici per le leggi e per i codici, tecnico-scientifici per le istruzioni d’uso di elettrodomestici, macchinari, posologia di un farmaco e via dicendo).
Lo stile è oggettivo e privo di commenti personali.
La sintassi è costruita attraverso periodi brevi e frasi coordinate.

Insomma, una palla mostruosa, se non ci s’inventasse qualcosa di originale.

“Propongo, come compito per casa, la stesura di una ricetta tipica del vostro Paese, scritta a modino sia nell’elenco degli ingredienti che nella descrizione del procedimento, dove sceglierete se ricorrere all’uso dell’infinito o dell’imperativo, va bene?”
“Va bene plofessolessa.”
“E, per chi vorrà osare e cimentarsi, caldeggio la realizzazione pratica di tale ricetta, con parallela presentazione in classe del prodotto finito, da consumare insieme ai compagni, va bene?”
“Va bene professolessa!”

Va bene un corno.
Alle dieci di questa mattina, per non offendere nessuno, ingurgitavo involtini primavera, ravioli al vapore ripieni di carne e verdure, un’inguardabile torta ai fagioli rossi (nome in codice: hong dou bing) e degli improponibili panini dolci all’uovo con la faccia di coniglio (nome in codice: tu zi bao) di cui omaggio i lettori con la foto che allego sotto affinché sia chiara a tutti la fatica che dura di questi tempi un’insegnante di Italiano.

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