Peggio di Nanni

Pubblicato il 26 gennaio 2011 da admin

“Profe, qual è il suo film preferito?”

Avrei potuto rispondere Bagdad cafè di Percy Adlon, Kitchen stories di Bent Hamer, Mangiare bere uomo donna di Ang Lee. Avrei potuto dire Gatto nero gatto bianco di Kusturica, Volver di Almodovar, Arancia meccanica di Kubrick, Amici miei di Monicelli, Il viaggio della sposa di Sergio Rubini. Ma non solo: perché non ho citato C’era una volta in America di Sergio Leone, Mediterraneo di Gabriele Salvatores, La prima cosa bella di Paolo Virzì, Dancer in the dark di Lars Von Trier, Fanny e Alexander di Ingmar Bergman, Fratello, dove sei? dei fratelli Cohen, Before the rain di Milcho Manchevski, Once di John Carney, o Giù al Nord di Dany Boon? Perché non ho detto Into the wild di Sean Penn, uno dei film che mi fa più piangere e viaggiare? Ma poi, dico, avrei potuto snocciolare la filmografia integrale di Woody Allen, con cui di tanto in tanto sogno perfino di far sesso tanto la stima che ho del suo lavoro supera e annienta la repulsione fisica che ogni donna sana di mente prova nel vederlo.

“Profe, allora? Qual è il suo film preferito?”
Dirty dancing nella maniera più assoluta.”

Mentre mi ributolo tra le coperte con 38 e mezzo di febbre e cerco di dimenticare una risposta maldestra che pagherò cara in termini di stima studentesca, provo a darmi consolazione dicendo a me stessa che Nanni Moretti a questa domanda risponde puntualmente Flashdance.

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