Il mestiere più difficile del mondo

Pubblicato il 17 aprile 2011 da admin

Show di Antonella Landi, la scrittrice sangiovannese del momento, all’auditorium dell’istituto Comprensivo “Francesco Mochi” di Levane (Arezzo), sabato 16 aprile.
Si conclude così il “Corso per genitori consapevoli” fortemente voluto dalla professoressa Cristina Ulivieri e che ha visto la Landi schierarsi contro il genitore amico che difende il figlio dagli insuccessi scolastici invece di allearsi con i professori per dire dei “no” che fanno crescere.
Presentata l’ultima fatica della profe con gli anfibi, “Tutta colpa dei genitori”. Il titolo proposto “Ulli ulli chi li fa se li trastulli” è stato ritenuto dall’editore incomprensibile fuori dal granducato e quindi bocciato. Landi sognava una carriera da giornalista d’assalto contro le ingiustizie del mondo. Ma la gavetta presso la Gazzetta di Arezzo di cui era corrispondente valdarnese, l’ha delusa. “Molto meglio le supplenze ai Geometri di Firenze dove mi hanno accolta con un coro da stadio:’Olle-lé Olla-là, faccela vede’, faccela tocca’. Molto più divertente che intervistare Pedro Losi”. Poi il blog, intitolato con una frase caratteristica dei ragazzi “Profe, mi giustifico” , con 2 milioni di visite in un anno e mezzo. “Dopo pranzo scrivevo ciò che era accaduto a scuola nella mattinata. Un giorno arriva una mail da Mondadori. Penso ad uno scherzo degli ex studenti dell’Itis Industriali ma loro cascano dalle nuvole . Era Mondadori che mi voleva. Da lì sono nati i tre libri e la rubrica del sabato per il Corriere della Sera.”
Una conferenza fuori dagli schemi quella della Landi, con ragazzi chiamati sul palco a testimoniare le peripezie dei pantaloni a vita bassa e genitori che rimpiangono i bei tempi quando ai prof si dava del lei, ci si alzava, si portava rispetto.
Fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo. A Levane meno male che c’è la scuola che aiuta a farlo.

(Luca Tognaccini, per il settimanale Il Nuovo Valdarno)

Se ho fatto proprio uno show e se sono stata così tanto fuori dagli schemi non saprei dirlo. Di certo posso dire di essermi divertita, grazie alla presenza di genitori massicci e alla cornice sempre gradita  di studenti a vita bassa come l’indimenticabile e acclamatissimo Piscopo, cintura fibbiata con lingua di fuori dei Rolling Stones, jeans con cavallo a cerca-mine, mutanda fondo nero a stelline bianche in rigorosa evidenza, e occhi verdi come la limitrofa Acquaborra.

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