Sei una fava

Pubblicato il 25 maggio 2011 da admin

Nel mezzo della lezione di Grammatica, una voce squarcia il silenzio della classe.
“SEI UNA FAVA!”
Mi volto sgomenta e cerco la bocca da cui è uscita l’ignominiosa espressione per seguirne la direzione acustica e arrivare al destinatario dell’offesa. Dietro lo sgraziato urlo trovo un metro e quarantacinque di cinese con la faccia a cartone animato. La fava in questione sarebbe (effettivamente) il compagno di banco italiano che gli ha insegnato a dirlo.
“Scusa, abbi pazienza, vedi, ecco… non dovresti dire questa parola…”
“Pelché plofe?”
“Perché in Toscana in generale, e a Firenze in particolare, la parola fava è una parolaccia…”
“Ah, e cosa vuole dile?”
“Ecco… vorrebbe dire… quel coso lì.”
“Che coso?!”
“Eh, quel coso… il coso.”
“Quale coso?!”
Tengo ferma la testa e butto gli occhi sgranati verso il basso, cercando di indicare l’ubicazione esatta del coso di cui vado discorrendo. Ma niente.
“Quale coso, plofe, no capisco.”
“Eh, quale coso quale coso… anche tu però… sforzati un pochino, dai… il coso.”
“Ma quale coso?!”

Alla fine di una lunga lista di epiteti (tutti rigorosamente esornativi) ci siamo compresi su un eloquente, intramontabile, eterno “pistolino”.

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