Il matrimonio della mia migliore amica

Pubblicato il 26 giugno 2011 da admin

Per scrivere qualcosa di culturalmente significativo nel biglietto del regalo per il matrimonio della mia migliore amica ho chiesto aiuto ai grandi intellettuali della storia. Giovanni Verga mi ha detto “il matrimonio è come una trappola per topi; quelli che son dentro vorrebbero uscirne, e gli altri ci girano intorno per entrarvi”, Friedrich Nietzsche ha aggiunto “se i coniugi non vivessero insieme, i buoni matrimoni sarebbero più frequenti”, Oscar Wilde ha asserito “il giusto fondamento del matrimonio è l’incomprensione reciproca”, Samuel Coleridge mi ha confidato “per me, un matrimonio felice è l’unione di un uomo sordo con una donna cieca”, Gottfried Benn ha concluso “il matrimonio è un’istituzione per la paralisi dell’istinto sessuale”.
Parendomi frasi tendenti a un’interpretazione sostanzialmente negativa della festa a cui stavo per partecipare e sollevandomi il sospetto di portare sfiga ho optato per una massima del massimo interprete della napoletanità moderna, Massimo Troisi: “Cioè, non è che sono contrario al matrimonio; però mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi”.

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