Parlami d’amore

Pubblicato il 24 luglio 2011 da admin

Ieri ero a cena da un (altro) amico. Menu sopraffino, persona squisita, conversazione elevata e variegata. Questioni pedagogiche, aneddoti personali, segreti culinari, progetti professionali, analisi politiche locali e nazionali. E poi, alla fine, l’argomento degli argomenti, il tema imperituro, la questione eterna: il cuore, l’amore, la forza che travolge, la diga che irrompe, le farfalle nello stomaco, la vertigine, i brividi, l’equilibrio che va a farsi benedire.
“Da qualche mese mi vedo con una” dice.
“Bene!” esclamo.
“Bene un cazzo” precisa.
Perché lei è una tosta. C’è, ma non c’è. Ci sta, ma anche no. Può, ma non sempre. Perché ha molti impegni e molti pensieri. Ha una vita interiore ricca, affollata e complicata.
“E tu?” indago.
“E io ci patisco. E insisto” confessa.
Perché lui la vorrebbe tra i piedi, cenette e vino fresco, chiari di luna e notti stellate. Lui la tampina coi messaggi, la insegue a parole, la invoca nel silenzio del deserto estivo cittadino. La vorrebbe con sé, tutta per sé.
“E allora lasciala in pace, sii presenza leggera, regalale sorrisi, non tenerle il muso, non chiederle niente. Falle sentire che sei uomo, completo, equilibrato e felice anche senza di lei, a prescindere da lei. Falle sentire che nella tua vita ci sono, poiché ce ne sono, mille altri affetti, mille altri interessi. Che se una sera lei preferisce dormire a casa sua, tu comprendi quel bisogno, che è prima di tutto umano. Non palesare la tua tristezza, non dichiarare la tua disperazione, non solleticare inutili e controproducenti sensi di colpa. Non farle mai pensare che sia lei a dare un senso alla tua vita. Quello di cui deve convincersi, per innamorarsi davvero di te, è che la tua vita ha un senso pienamente compiuto anche se lei non c’è. E che con la sua presenza, al massimo, lei può soltanto rendere la tua vita migliore.”

Dighe rotte, farfalle nello stomaco, brividi e vertigini quanto si vuole. Ma l’equilibrio, nell’amore soprattutto, non deve mai andare a farsi benedire.

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