Coi gatti è come con gli uomini

Pubblicato il 29 ottobre 2011 da admin

“Ma di cosa ti preoccupi, scusa? Lascialo a casa!”
“A casa?! Da solo?!”
“Ma certo! E chiedi a un’amica di andare a dargli da mangiare e da bere e a pulirgli la lettiera una volta al giorno!”
“Una volta al giorno e basta?! Ma lui non è abituato alla solitudine! Lui è abituato a stare con me e il mio compagno! Da quando è nato è sempre stato insieme a noi, non ci siamo mai separati neanche per un giorno, ogni notte dormiamo tutti e tre insieme nel lettone, la mattina ci svegliamo facendoci le coccole e gli abbracciatini, lui ci segue in bagno e mentre noi ci laviamo i denti lui salta sopra il lavandino e si bagna le zampine leccando l’acqua, poi entriamo in doccia e lui vuole che lasciamo il vetro aperto perché così gli arrivano gli schizzi sul musino, la colazione la facciamo tutti e tre insieme, ai pasti apparecchiamo anche per lui quando c’è il pesce e la sera sul divano ci organizziamo per incastrarci alla perfezione e leggere un libro o guardare un film facendosi in contemporanea degli scherzi. Quando io scrivo lui mi contempla. Quando io correggo i compiti lui si acquatta sui fogli protocollo. Quando io esco lui zompa dentro il pet-zainetto ed esce insieme a me. Capisci? Questo è un gatto molto particolare.”
“No, io capisco che tu non hai capito nulla di come gira il mondo in fatto di felini. Coi gatti è come con gli uomini: vanno fatti patire! Se tu ci sei sempre, loro ti danno per scontata! Di tanto in tanto vanno abbandonati! Non definitivamente, no, ma per un po’ di tempo. Tre giorni come in questo caso sono perfetti. Tu vai a Parigi con il tuo compagno, il gatto resta a casa da solo, e quando torni ti amerà ancora di più!”

E poi dicono che le colleghe di Religione andrebbero abolite.

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