La scomparsa di Xin Xin

Pubblicato il 16 febbraio 2012 da admin

Non bastava Giacomo Li. Non bastava che l’avessero strappato dal suo banco per trascinarlo fino a Singapore, per poi riportarlo in Italia, ma solo per il periodo delle feste natalizie, e quindi trasferirlo nuovamente a Est fino a chissà quando.

Da due giorni è sparito anche Xin Xin, lo studente più amoroso e buffo incrociato sul mio sentiero scolastico. Se n’è andato. Scomparso. Volatilizzato. Fino a due giorni fa c’era (lui, con la sua postura aggobbita dalla timidezza, con i suoi occhi stretti e buoni, con il suo simbiotico giubbotto con cui si proteggeva dall’invadenza becera del mondo esterno, con il suo eloquio rallentato da moviola con cui irrompeva verbalmente in mezzo alla lezione per commenti lucidi, lapalissiani e disarmanti), e ora non c’è più.

“Come sarebbe non viene più?!”
“No viene più: paltito.”
“Partito per dove?!”
“Pel Cina.”
“Ma torna?”
“Non sappiamo.”
“Ma quanto sta via?”
“Non sappiamo.”
“Ma perché è partito?”
“Non sappiamo.”
“Ma perché non mi ha detto niente, perché non mi ha fatta abituare gradualmente all’idea? Perché non mi ha neanche salutata?”

Questo lo sanno, e me l’hanno detto.
Ma averlo saputo non fa che acuire il vuoto profondo che quel ragazzo lascia nelle mie mattine a scuola e nel mio cuore.

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