Per l’occasione

Pubblicato il 4 aprile 2012 da admin

Ci siamo conosciuti un anno e mezzo fa. Lui era seduto al primo banco della classe monoetnica interamente cinese di cui ero appena stata nominata professoressa di Italiano. Lo notai all’istante perché era vistoso: sorridente, entrante, comunicativo e coinvolgente. Ancora prima che la classe si amalgamasse e diventasse un gruppo affiatato e affettuoso, lui ne era già il leader assoluto e positivo. Nei mesi a venire divenne il mio braccio destro, il collaboratore fidato, il segretario personale. Per dirla alla Manzoni, “l’uomo tutto mio”. Di qualsiasi faccenda avessi bisogno, bastava che l’affidassi a lui. Avrei scoperto presto che era maturo, responsabile, onesto e molto affidabile. Di lui mi piace che è burlone, che ha l’ironia ingenua della gente a cui appartiene, che non parla mai male di nessuno, che è animato da uno spiccato senso del dovere, e che è profondamente buono. Alla fine dell’anno gli demmo “dieci” in condotta perché un giorno, dalla finestra della classe, aveva visto un tipo losco razzolare dentro un portafoglio e poi gettarlo nel cortile della scuola: subito si era precipitato fuori, lo aveva raccolto, ne aveva controllato il contenuto e lo aveva consegnato in presidenza affinché fosse restituito al proprietario, una signora che era appena stata derubata all’Esselunga lì vicina. A me tende sempre degli abbocchi clamorosi in cui io casco con la cecità del pesce più tonto del mare. Con me ha un rapporto giocosamente sfuggente secondo il quale quando lo inseguo se la dà a gambe e quando non ci sono mi cerca anche tramite cellulare. Scrive dei messaggini memorabili e comicissimi, pieni di errori di ortografia che rappresentano la sua fantasia. Ama la propria famiglia, la propria madrelingua e la verdura. Mi ha insegnato a capire un po’ la Cina e i cinesi. E mi ha portato ad amarli entrambi. Oggi compie 18 anni.
“Preparerò per te un dolce esclusivo” gli ho annunciato ieri.
Lui si è presentato in classe con schiacciate, pizzette, the e cocacola per tutti.
La compagna da cui è sentimentalmente quanto evidentemente travolto ha cucinato per lui una magnifica torta al cioccolato. Così lui, preso il coraggio a quattro mani, le ha chiesto il numero di cellulare. E anche se lei non gliel’ha dato, si è trattato comunque di un momento topico, il passaggio dall’adolescenza a qualcos’altro che fa male ma che fa diventare grandi.
“Vieni qua e fatti dare un bel bacio di buon compleanno!” gli ho intimato questa mattina alla fine dei festeggiamenti.
“UN BACIO???” ha sussultato lui, che non bacerebbe essere umano neanche sotto tortura.
“Proprio così: un bacio. Forza!”
Per l’occasione si era tinto i capelli di rosso, come i miei.
Con la faccia facevano uno splendido pandant.

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