Conference call

Pubblicato il 13 aprile 2012 da admin

Ieri mattina non sono andata a scuola. Ero reduce da una notte fisicamente impegnativa che non mi aveva lasciata riposare ma, al contrario, mi aveva costretta a reiterate permanenze in bagno per quell’appuntamento mensile, spesso oltremodo fastidioso e doloroso, riservato alle donne in età (auspicabilmente ancora per poco) fertile. Così prima ho chiamato la segreteria e poi mi è parsa cosa buona e giusta scrivere un messaggino a una fidatissima studentessa per scusarmi, tramite lei, con tutta la classe, coinvolta proprio quel giorno nella consegna ufficiale di un lavoro fissato da tempo. Ho scelto lei perché è rappresentante di classe, perché è responsabile, perché è seria e perché è sensibile, educata e delicata. E visto che è tutte queste cose insieme, mi sono abbandonata, con una certa fiducia che a conti fatti non esiterei a definire cieca, a una dichiarazione sincera e veritiera di quanto mi era accaduto, naturalmente confidando sulla di costei discrezione.
Sfortuna ha voluto, però, che la ragazza non avesse inserito l’opzione “silenzioso” al cellulare, che l’arrivo del messaggio sia stato udito da tutti i presenti, ivi compresa anche la collega d’Inglese, che giustamente l’ha richiamata per dare avvio a un cazziatone in grande stile. Al fine di giustificarsi, la ragazza ha argomentato dichiarando che il messaggio ricevuto proveniva nientepopodimenoché dalla professoressa di Italiano e poiché la collega d’Inglese, poco propensa a farsi prendere per il naso, ha affermato di non crederci neanche un po’, la mia fida studentessa si è vista -ahimè- costretta a vuotare il sacco al cospetto dei presenti, esponendomi, seppur involontariamente, al pubblico ludibrio.
A quel punto, conosciute le ragioni della mia assenza, la collega e la compagine femminile della classe, particolarmente sensibili all’argomento e mensilmente accomunate dal mio medesimo male, hanno preteso di indagarne i dettagli e hanno fatto il mio numero per discorrere direttamente con me.
Potevo io sapere che, nel frattempo, era stata azionata la modalità viva-voce? No, non potevo.

Ne è nata un’irripetibile conference-call a seguito della quale l’ala femminile si è potuta dire soddisfatta sia delle informazioni ricevute che dei consigli apportati e l’esercito maschile ha ricevuto -pur senza averne fatta esplicita richiesta- una lezione diretta, dettagliata e particolareggiata sulle principali questioni di anatomia, fisiologia e patologia dell’apparato riproduttivo delle donne.

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