Mi mancherai

Pubblicato il 13 giugno 2012 da admin

Caro ragazzo coi capelli sparati, gli occhi pungenti e la battuta pronta,

sì, dico a te, che sedevi al primo banco, appiccicato alla cattedra, e che ogni mattina accoglievi il mio arrivo con un sorriso complice e sornione; dico a te, che facevi coppia fissa col tuo connazionale, che è anche tuo cugino e che tu consideri come un fratello. A te, che mentre spiegavo storia e letteratura mi guardavi fisso in un punto preciso del viso (la fronte, un occhio, un buco del naso) finché non mi convincevo che dovevo averci per forza qualcosa che non andava e m’interrompevo per chiederti che c’è, c’ho una caccola penzoloni? Dico a te, che non ti arrabbiavi nemmeno se ti ammollavo un’insufficienza, ma giocoso e leggero salivi in cattedra a contrattare un voto appellandoti alle ragioni più assurde (sono andato al cinema, sono cascato di motorino, mi sono addormentato sul libro), a te che all’intervallo correvi dall’altra parte dell’edificio dove ti aspettava lei, la ragazza di quarta dallo sguardo buono e dalle braccia accoglienti che ti ama e che tu ami, anche se non lo ammetti. “Smetti di fare lo sporco albanese maschilista!” ti ho gridato a volte. Ma tu anziché rivoltarti e allungarmi un cazzotto in piena faccia ti bloccavi, mi guardavi e mi sorridevi, perché l’hai sempre intuito che per me darti dello sporco albanese maschilista era il mio modo per dirti che mi piacevi: insomma hai capito, dico proprio a te.

Sei stato bocciato, e a me è come se si fosse rotto dentro qualcosa: la certezza assoluta di avere un alunno che mi voleva bene, per esempio, perché il tuo bene l’ho sempre respirato nell’aria e me ne sono sempre nutrita. Certe mattine entravo in classe con il sonno e lo scazzo addosso, ma poi vedevo te e mi scappava da ridere subito, il sonno e lo scazzo si dipanavano e la giornata virava al positivo.
L’anno prossimo non tornerai e già adesso mi chiedo chi mi prenderà un po’ in giro senza mai esagerare, chi salirà in cattedra a discutere un voto indiscutibile, chi accoglierà il mio ingresso in classe nel modo in cui solo tu lo accoglievi. Già adesso mi chiedo che ne sarà del mio umore.

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