A un albero del giardino

Pubblicato il 17 luglio 2012 da admin

Lo descrivono tutti come un ragazzo bellissimo, socievole e sereno.
A soli trentacinque anni era il principale responsabile di una delle maggiori case di moda italiane. Quel posto se lo era guadagnato partendo dal basso, facendo il commesso nei fine settimana presso l’outlet della ditta per pagarsi gli studi di Ingegneria.
A laurea conseguita, il capo generale (un uomo universalmente noto come il terrore dei propri dipendenti) gli aveva offerto il posto più in alto, ricco di denaro e gratificazione.
E la sua carriera veleggiava alla grande, tra Milano e il Valdarno, dove lo attendevano un padre, una madre, una fidanzata con cui stava da un decennio e per la quale aveva di recente comprato una casa.
Nutriva una passione incontenibile per le motociclette: alcuni miei amici hanno fatto lunghi viaggi insieme a lui, che pare non avesse mai l’umore storto, che sembra non avesse bisogno d’altro per essere la persona più felice del mondo.

Qualche mattina fa, dopo aver trascorso la notte insieme alla fidanzata, l’ha salutata per andare al lavoro. Lungo la strada ha chiamato i genitori per informarsi se fossero a casa.
E, poiché non c’erano, ha raggiunto quella casa, ha preso una corda e si è impiccato a un albero del giardino.

Non ha lasciato una parola per nessuno.
Se n’è andato così, con la sua bellezza immensa, con la sua solarità contagiosa, con la sua vita invidiabile e perfetta.

Leave a Reply

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>