Due piccioni

Pubblicato il 25 marzo 2009 da admin

Lui lo incontrai la prima volta in cui andai in televisione. La7 ci aveva sistemati nello stesso albergo e proprio mentre io mi spaparanzavo sul lettone aspettando le Otto e mezzo e respirando l’aria di Roma che entrava nella stanza dai finestroni aperti, lui mi raggiunse al telefono tramite la hall per chiedermi se, come lui, ero vittima dell’ansia. Al che lo divenni immediatamente.

Lei (che di recente ha pubblicato lo struggente e ruvido libro di memorie Il mio cuore umano) l’ascoltavo da piccina cantare cos’è la vita/ senza l’amore/ è solo un albero che foglie non ha più, ma soprattutto gelosia ah ah/ gelosia ah ah/ è l’amore che non ti sorride più/ la credevo un sentimento ed è una malattia/ guarirò/ guarirò, che era la mia preferita. Ai tempi del sassofono blu l’abbandonai (anni Ottanta va bene, ma così era troppo), per riavvicinarmi a quella voce roca e strozzata che oggi intona canzoncine colte e preziose.

Questa sera erano insieme alla libreria Edison.

Salvatore Niffoi e Nada Malanima.

Lui presentava il suo ultimo romanzo, Il pane di Abele.

Lei chiacchierava insieme a lui.

La loro amicizia nacque quando lui concorse per il Premio Campiello e lei -che non lo conosceva ancora- fu chiamata a far parte della giuria. Lui vinse il premio e lei s’innamorò di quella scrittura raffinata e mai banale.

Così stasera lui è atterrato dalla Sardegna; lei è arrivata dalla Maremma.

E insieme ci hanno regalato un’ora e mezzo di parole, così intense da sembrare musica.

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