Dillo al rubinetto

Pubblicato il 6 novembre 2012 da admin

Il lato positivo dell’autogestione che in questi giorni imperversa alla mia scuola sta in quelle confidenze cui ci si abbandona con chi decide di rimanere in classe. Spiegare non si può, interrogare neanche. Resta la chiacchiera. Quella libera, sincera, disinibita. Se la classe poi è multietnica, io ci vado a nozze.
“A proposito di nozze: lo sa profe che in Albania la sposa, prima di entrare nella nuova casa, deve gettare a terra e poi spezzare con il tacco della scarpa uno specchietto senza essere vista?”
“Ma lo specchio rotto sono sette anni di sfortuna!”
“Non in Albania.”
Scopro anche che in Cina il mazzolino della sposa non viene lanciato e che nelle Filippine gli sposi devono raccogliere con la bocca delle monete nascoste in un vassoio di riso.
Ma la vera svolta per la mia difficoltosa vita onirica giunge dal Perù. Hai fatto un brutto sogno, ti sei svegliato nel cuore della notte in preda a un incubo? Niente paura: basta andare in bagno, piegarsi sul lavandino e raccontarlo per intero al rubinetto, mentre l’acqua scorre abbondante, portandosi via il ricordo del sogno e l’eventualità pur remota che quel bastardo prima o poi si avveri.
Sono salva.

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