A cena con la Preside

Pubblicato il 25 novembre 2012 da admin

Ci conoscemmo che lei era “solo” una professoressa di Diritto. La sorte ci aveva infilate nella stessa commissione d’esame, tre anni fa, a Grosseto.
Ci piacemmo a pelle, per questo nei giorni degli orali sedevamo sempre accanto. E poi anche perché lei diceva di voler fare un ripassino di letteratura e storia.
Nonostante i pochi giorni trascorsi insieme (appena tre settimane), fummo complici spontanee e ci bussettammo diverse volte sotto il banco quando la situazione che ci si palesava davanti era comica, imbarazzante o addirittura scandalosa (casistiche frequenti, alla maturità).
Con tutti gli altri ci perdemmo, ma tra noi mantenemmo saldo il filo del contatto, della corrispondenza elettronica, del salutino saltuario.
L’anno scorso tentò il megaconcorso per diventare Dirigente scolastica. Ne è uscita vittoriosa e immediatamente collocata in una scuola sulla costa del Tirreno.
E’ venuta a Firenze per un corso e mi ha chiesto di portarla a cena in un posticino valido, dove mangiare cibo tipico locale in un ambiente accogliente e caloroso.
Il caso ha voluto che Maria Cassi si esibisse al Teatro del Sale in uno spettacolo che non avevo ancora visto, “Fiorentini”: così per la mia amica ho unito una cena che sapevo ottima a un dopocena inaspettato e sorprendente per chi non conosce la natura di quel luogo.
Polenta aromatizzata alla cannella, sformatino di verdure, gnocchi alla romana, patate e bietoline all’aceto, schiacciata al lardo, crema di broccoli, lenticchie stufate e ceci lessi d’antipasto.
Mezzemaniche al sugo, risotto al nero di seppia e vongoline al peperoncino di primo.
Lampredotto con patate, polpettine con acciughe al sughetto di capperi, bollito misto con peperoni verdi e pizzicotto di sale di secondo.
Di dessert, due classici: losanghine al cacao spolverate di zucchero a velo e conca di panna montata con cialde fresche e friabili.
E dopo tutto questo popò di roba, lei, Maria Cassi. La donna che, per il ridere, può comprometterti la digestione della cena.

Il Picchi (forse l’uomo più antipatico d’Italia) non c’era: è stata una serata favolosa.

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