Tra Manzoni e Leopardi

Pubblicato il 27 novembre 2012 da admin

“Lo posso dire? A me questo Leopardi mi sta antipatico.”
“Davvero, hai ragione, sta antipatico anche a me, scusi eh professoressa.”
“Sì, perché si vede da lontano che si sente il meglio.”
“Ma poi superbo! Non si voleva neanche mescolare coi ragazzi di lì, di Recanati.”
“E’ vero, ma chi si credeva d’essere?”
“Va be’ che a 14 anni l’aveva bell’e scritto du’ libri pesi.”
“E conosceva tutte quelle lingue.”
“Però, insomma, umiltà zero!”
“Ci credo che poi rimaneva sempre solo.”
“E gli toccava salire in punta alla collina a scrivere poesie tristi.”
“Allora a questo punto, tra Manzoni e Leopardi, senta, preferisco Manzoni.”
“Anche a me mi sta più simpatico Manzoni, almeno l’era furbo!”
“Infatti, con quella storia del romanzo: non l’ho scritto io, non l’ho scritto io, io ‘un sono stato…”
“E invece l’era stato proprio lui!”
“Manzoni è un ganzo.”
“Leopardi invece è uno sfigato.”

A volte restare ad ascoltarli mentre vomitano sentenze (benché sommarie) e sputano giudizi (quantunque facili), c’ha il su’ fascino.

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