53 anni fa

Pubblicato il 8 dicembre 2012 da admin

Cinquantatré anni fa era, esattamente come oggi, l’Immacolata Concezione.
Il mio babbo e la mia mamma si frequentavano da tre anni. Uno sproposito. All’epoca, quando due stavano insieme senza che le rispettive famiglie ne sapessero ufficialmente niente, si diceva che “facevano all’amore fuori”. Nel senso “non in casa”. Uscivano insieme, con ogni probabilità nazzicavano di brutto (altrimenti il babbo cosa diavolo ce la montava a fare la mamma sulla GS portandola tra le fresche frasche lungo il reston dell’Arno?), però nulla era ufficiale, riconosciuto, né tantomeno approvato. La coppia c’era, ma socialmente era abusiva, quasi losca, in odor di peccato.
Ebbene, proprio nel giorno dell’Immacolata Concezione di cinquantatré anni fa il babbo decise di restituire alla mamma quella rispettabilità sociale di cui egli stesso (forse insieme alle mutande) l’aveva privata, e si presentò alla porta dei futuri suoceri.
Prima però, nel pomeriggio, aveva portato la mamma al cinematografo a vedere “I dieci comandamenti”. Ci avesse portato me l’avrei mandato al paese dei pìppoli, ma la mamma da quel ragazzo di vent’anni si sarebbe fatta portare anche nell’Ade.
Dopo il cine andarono a cena, ognuno a casa propria, e poi, finita quella, il babbo inforcò di nuovo le scale per uscire: sotto casa lo aspettava il Chiecchione, suo amico di remotissima data, dal quale egli sperava di ricevere tutto il coraggio necessario ad affrontare il delicato incontro.
Il Chiecchione lo accompagnò fino alla cantonata del Cavezzuti, indi lo lasciò al suo destino, sulla via XXV aprile, allora sterrata. Il babbo varcò il cancello che conduceva nel grande giardino, lo attraversò, entrò dentro il civico 31 e bussò alla porta.
Il nonno e la nonna conoscevano fin troppo bene quel giovane uomo dal cilabbro doppio come Marlon Brando e dalla capata di capelli come Elvis Presley: la Fama dalle larghe ali si era data da fare con le chiacchiere sul cospicuo numero di femmine da costui sciupate e di lì a poco abbandonate, prima di imbattersi in quella silfide che negli anni Sessanta era mia madre.
La nonna aveva preso tante volte a granatate la mamma, che ogni volta cercava (senza trovarlo) un riparo sotto il letto: “Quel capone! -le ruggiva dietro- Ti porta a giro e non conclude nulla di serio!”
Sconfinata era però la fiducia che la mamma riponeva nel mio babbo: era certa che l’amava e che, se non era oggi sarebbe stato domani, l’avrebbe fatta prima fidanzata e quindi sposa.
Il babbo fu fatto accomodare in cucina e gli fu offerto un vecchia romagna etichetta nera che non bevve poiché non simpatizzava per gli alcolici. Gradì invece un caffè.
Fatte du’ parole, salutò e tornò a casa sua.

Oggi hanno festeggiato la ricorrenza storica tornando insieme al cinema: al posto dei dieci comandamenti hanno visto Venuto al mondo, tratto dal romanzo della Mazzantini, con Sergio Castellitto e Penelope Cruz.
Decisamente meglio.

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