Se non ci dovessimo rileggere

Pubblicato il 20 dicembre 2012 da admin

Amici, ci siamo.
Domani, se quei bislacconi dei Maya ci avessero visto giusto, il mondo finirà.
E se anche l’ora che è stata diffusa a proposito del misterioso cataclisma dovesse essere giusta, io morirò a scuola.
In tutta sincerità, me lo meriterei.
Morirei in compagnia di persone che amo molto e a cui mi sento profondamente legata.
Sono persone che non ho scelto, esseri umani che mi sono stati messi accanto dal destino, cieco più di me. Ma che, col tempo, mi sono diventate incredibilmente care.
Pur fisicamente lontana da molti altri che amo in modo altrettanto (se non di più) intenso, credo che avrei un pensiero finale per tutti coloro che hanno lasciato il segno nella mia tutto sommato breve esistenza.
Grazie, babbo e mamma, per avermi prima tanto voluta, poi concepita, e quindi sempre accudita da quando sono venuta al mondo. Grazie per avermi fatto capire che studiare era l’impegno più importante a cui potessi dedicarmi da ragazza, grazie per avermi trattata di merda quando ci voleva, grazie per avermi lasciata andare dove sono voluta andare.
Grazie, Rondine, per essere stato il fratello che avevo sempre sognato da bambina, l’unico per cui valesse la pena di rinunciare al ruolo di figlia unica. Grazie per la leggerezza consistente del tuo amore, per non avermi detestata quando ero brava a scuola e tu bocciavi, per aver creduto alle mie parole, per esserti fidato dei miei piccoli consigli. Grazie per avermi fatto assistere alla tua metamorfosi più grande e più meravigliosa, da fratello a padre, da ragazzo a uomo, da fidanzato a promesso sposo.
Grazie, amici e amiche, per il passato che mi avete regalato, per i giorni in cui mi avete ospitata nelle vostre case, per le notti in cui avete ascoltato le mie paturnie e le mie follie. Grazie per il presente che desiderate ancora condividere con me, per i film che vediamo insieme, per le tavole apparecchiate a cui sediamo, per le passeggiate nelle vie di questa città in cui vogliamo vivere anche quando ci delude.
Grazie, amori di tutta la mia vita, tutti, da quello (potente e totale) provato all’asilo, a quello (altrettanto potente e totale) che provo oggi. Ciascuno di voi mi ha insegnato che si può amare meglio e di più, che all’amore va lasciato sempre spazio, che senza l’amore tutto il resto perde il senso.
Grazie, animali che ho avuto la fortuna di incontrare e di ospitare nella casa e nella vita per anni che non potrei mai a dimenticare. Grazie Agata, criceto ingrato e traditore, grazie Bearzot, pesce d’Arno strappato alla frittura di paranza di Sgomea e ospitato della boccia di vetro per diciotto mesi, grazie Giorgio, gatto terrorizzato e mai consolato. Grazie Nello, beagle comico e intelligente, il più bel regalo di compleanno di tutta la mia vita, compagno degli anni d’esilio in Lombardia, amico canino dallo sguardo umano, socio fiducioso, dolore enorme alla bocca dello stomaco quando te ne sei andato. Grazie Micino da Scansano detto Mimmo, più cane che gatto, teppista di Maremma, urbanizzato a forza e per amore, ronfatore indefesso e acquietatore di ogni affanno.
Grazie a chi mi ha fatto ridere, pentire, patire perché mi ha fatto pensare. Grazie a chi mi ha tradita, infamata, abbandonata perché mi ha fatto crescere la scorza che protegge. Grazie a chi ha attraversato i miei anni, a chi non mi ha capita, a chi non ha neanche voluto provare a farlo.
Se la mia vita dovesse finire domani, io sarò felice.
Perché stare al mondo fino alla fine del mondo m’è molto piaciuto.

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