Come avere la meglio sui Sepolcri

Pubblicato il 29 marzo 2009 da admin

Perché in fondo non è che tu abbia grosse pretese. Ciò che ti aspetti ed auspichi è entrare in classe, fare la tua lezioncina, interagendo (se non è chiedere troppo) con chi hai davanti, e tornare a casa tua per diventare una cosa sola con il pranzo.

A egregie cose il forte animo accendono/ l’urne de’ forti, o Pindemonte.
“Tu: può o Pindemonte dirsi una prosopopea?”.
“Dice a me, profe?”.
“Sì, dico a te: sapresti dirmi che cos’è una prosopopea?”.
“Veramente no. Però a quest’ora sono perfettamente in grado di spiegarle cosa sia un cacciucco”.

:-:-:-:-:

“… e di chi vide/ sotto l’etereo padiglion rotarsi/ più mondi e il Sole irradiarli immoto… Osservate le parole-spia: rotarsi, il Sole, immoto… chi vi viene in mente?”.
“Galileo!”.
“Infatti, è lui”.
“Cioè, ma Galileo è sepolto in Santa Croce?!”.
“Cioè, non lo sapevate?”.
“Cioè, no”.
“E dovreste vedere che splendida statua gli hanno dedicato: c’è lui che tiene in mano tutti gli attrezzi per l’indagine scientifica, primo tra tutti il cannocchiale”.
“E questi versi di Foscolo sono stati riportati sulla lapide?”.
“No”.
“Ma come no! E’ uno scandalo! Che senso ha una tomba per Galileo senza questi bellissimi versi?”.
“Non so che dirti: tu cosa proponi?”.
Ha proposto di scrivere un post-it con l’estratto foscoliano e appiccicarlo al monumento, quando andrà a vederlo.

:-:-:-:

“… e tu prima, Firenze, udivi il carme/ che allegrò l’ira al Ghibellin fuggiasco… sentite? Dietro questi versi si nasconde chiaramente qualcuno: chi?”.
“Dante Alighieri!”.
“Bravi. E come si chiama la figura retorica con la quale ci si riferisce a qualcuno senza però nominarlo esplicitamente?”.
“Perifrasi!”.
“Bravi. Ma non notate nulla di stonato?”.
“Sì, l’aggettivo fuggiasco: se non l’avessero esiliato, Dante non sarebbe mai fuggito!”.
“Vero, ma non è questo che intendevo. Guardate meglio”.
Ghibellino?”.
“Certamente”.
“E’ vero! Lui in realtà era guelfo!”.
“Esatto. Guelfo come?”.
“Guelfo nero!”.
“Sbagliato: era guelfo bianco”.
“Va be’, profe, ora non stiamo qui a farne una questione di razzismo”.

:-:-:-:

“E insomma profe, come mai Foscolo lo chiama ghibellino? Ha sbagliato?”.
“C’è chi lo pensa, ma non sarà di certo questo il motivo”.
“E allora qual è?”.
“Probabilmente Foscolo intendeva sottolineare la posizione dantesca contraria al potere temporale della Chiesa e la sua predilezione per una figura imperiale a dominare la scena politica dell’epoca”.
“Secondo me c’è anche un’altra ipotesi”.
“Dilla pure, ti ascoltiamo”.
“Secondo me Foscolo lo chiama ghibellino, come potrei dire…, ecco: peppiglialloingiro”.
Alla lavagna (dopo l’ipotesi A e l’ipotesi B) ho scritto “ipotesi C: peppiglialloingiro”.
Bisognava vedere con che piglio da filologi l’hanno ricopiata sul quaderno degli appunti.

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