Il finale dei Promessi sposi

Pubblicato il 31 gennaio 2013 da admin

“Professoressa, scusi.”
“Sì, dimmi.”
“Ma questi Promessi sposi come vanno a finire?”
“Ma come, non lo sai?!”
“Veramente no, professoressa: io non li ho mai studiati, neanche alle medie.”
“Davvero?”
“Se è per questo, neanch’io profe. Le medie le ho fatte in Perù.”
“Nemmeno io: le medie le ho fatte nelle Filippine.”
“Io neanche: ai tempi delle medie ero ancora in Albania.”
“Ho capito, ma insomma, dico, stiamo parlando dei Promessi sposi! Tutto il mondo sa come vanno a finire!”
“Va be’, noi non lo sappiamo.”
“Allora lo scoprirete alla fine dell’anno.”
“No, dai profe, ce lo anticipi un po’, per favore!”
“Ma dai, ci si arriva con un minimo di intuizione: Lucia molla Renzo e si mette insieme a don Rodrigo.”
“No! Come?”
“Ma certo. Non vi sarete mica aspettati il classico lieto fine! Manzoni era un tipo originale.”
“Ma io non ci posso credere…”
“Nemmeno io…”
“Ma perché lo lascia?”
“Ma, dico: voi non lo lascereste uno così? Io subito!”
“Ma profe! Povero Renzo…”
“Appunto, povero. E poi analfabeta, irascibile, ubriacone e sprovveduto. Che se ne faceva Lucia di uno come lui? Vuoi mettere don Rodrigo? Bello, fascinoso, intraprendente e ricco.”
“E quindi?”
“E quindi Lucia va a vivere al palazzotto, in punta al poggio, e sta come un ragno: una quarantina di stanze, quadrupli servizi, sale di ricevimento, una festa dopo l’altra, sempre ospiti per casa, e poi shopping, shopping, shopping, a Lecco, a Milano. Si dice che sia diventata compulsiva.”
“Ma Agnese non le dice nulla?!”
“Agnese?! Più contenta della sua figliola! Sistemata alla grande in una dependance del palazzotto, appena di lato. Suo genero le mette al seguito anche un paio di bravi che la seguono sempre quando va a fare un po’ di spesa giù in paese e le portano le buste.”
“Ma roba da pazzi, non l’avrei mai detto.”
“Neanch’io.”
“Neanch’io.”
“Neanch’io.”

A essere sincera, neanch’io.

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