Alla fine dello stage

Pubblicato il 15 febbraio 2013 da admin

Sono due settimane che non vedo la mia classe terza.
I ragazzi e le ragazze che la compongono sono stati fino a oggi impegnati nello stage, distribuiti in diverse aziende, enti, associazioni o esercizi commerciali.
Certo, non li ho visti, ma li ho occasionalmente sentiti.
Una in particolar modo (CIAO YLE!), che prima di partire per lo stage dichiarò: “Professoressa, le prometto solennemente che tutte le mattine le manderò un messaggino” e io pensai: “Sì, figurati se questa qua sta dietro a me.”
E invece non solo lei ha mantenuto alla lettera ciò che aveva preannunciato, ma la situazione è talmente sfuggita dalle mani di entrambe che i messaggini (grazie all’insostituibile signor uozzàp, che Dio lo abbia in gloria e lo protegga) da mattutini sono diventati pomeridiani, serali e, talora, notturni. Che poi la ragazza in questione (non a caso 9 a Italiano) scrive così bene e ha un sense of humor talmente naturale, che mi manda in visibilio a ogni frase che spedisce. Ho risposto così tante volte “ahahahahahah” che ormai associo il suo nome alla risata e non so come fare lunedì a rivederla in classe e a proporle una lezione seria.
Comunque, oggi lo stage finisce e io, nelle involontarie vesti di coordinatrice, ho dovuto fare un giro di telefonate per chiedere ai tutors un fedele resoconto del lavoro svolto dai ragazzi.

A sentirmi dire tante parole positive, edificanti e laudative, prima mi sono commossa.
Poi mi sono chiesta se non avessero sbagliato classe.
(AHAHAHAHAH! DAI SCHERZO, RAGAZZI!)

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