Il colmo

Pubblicato il 13 marzo 2013 da admin

Da quando sono stati inventati i cellulari, il lavoro dei docenti si è sensibilmente complicato. Oltre a vigilare sulla chiacchiera abusiva, sul morso fuori orario del panino, sulla scopiazzatura selvaggia degli esercizi, dobbiamo anche badare che quei fregoni, mentre noi spieghiamo o interroghiamo, non smessaggino o chattino come indemoniati con gli esterni o, addirittura, tra di loro.

Coi primini fo la grossa e la tiranna: come entro in classe, afferro un panierino che mi sono personalmente procurata e passo tra i banchi affinché ognuno di loro vi depositi dentro l’aggeggio elettronico. Guai a chi anche solamente pensi di rifiutarmi la consegna.
Con quelli più grandi, al contrario, sono più tollerante e mi affido al rapporto di reciproca fiducia che negli anni ho cercato di instaurare.

Il colmo l’ha raggiunto un’alunna di seconda.
Io spiegavo Montale, vestita da Drusilla Tanzi detta Mosca, con addosso i miei occhiali da sole tondi, grossi e neri.
Lei inviava in diretta messaggini di commento personale.
Non a un’amica.
A me.

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